Manifesti elettorali abusivi a San Pietro Clarenza? La parola all'attuale Sindaco e uno sguardo alle norme

Manifesti elettorali abusivi a San Pietro Clarenza? La parola all’attuale Sindaco e uno sguardo alle norme

Manifesti elettorali abusivi a San Pietro Clarenza? La parola all’attuale Sindaco e uno sguardo alle norme

SAN PIETRO CLARENZA – La corsa alle elezioni comunali si fa sempre più accesa e tutti cercano spazio, visibilità e consensi. Ovviamente, si passa attraverso campagne politiche di vario genere e, in alcuni casi, almeno secondo talune accuse, con “mezzucci” poco legali.


Almeno, questo sembrerebbe lo scenario che emerge nel comune di San Pietro Clarenza (Catania), dove alcuni candidati avrebbero affisso cartelloni e biglietti elettorali abusivi in buona parte del paese.

Dai muri delle palazzine alle ringhiere delle abitazioni; da porte e finestre alla rete del campo sportivo comunale. Il tutto sotto gli occhi increduli e sorpresi di molti cittadini che ci hanno segnalato quanto sta avvenendo. Questo metodo, infatti, sembrerebbe andare fuori dagli schemi previsti dalla leggere.


Affiggere qualunque tipo di cartellonistica, pubblicità o propaganda elettorale, infatti, senza le dovute autorizzazioni previste dalla legge, violerebbe l’articolo 663 del codice penale: “Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, vende o distribuisce o mette comunque in circolazione scritti o disegni, senza avere ottenuto l’autorizzazione richiesta dalla legge, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da cinquantuno euro a trecentonove euro”.

E, ancora, si legge: “Alla stessa sanzione soggiace chiunque, senza licenza dell’Autorità o senza osservarne le prescrizioni, in un luogo pubblico, aperto o esposto al pubblico, affigge scritti o disegni, o fa uso di mezzi luminosi o acustici per comunicazioni al pubblico, o comunque colloca iscrizioni o disegni [352]. Le disposizioni dei commi 1 e 2 non si applicano all’affissione di scritti o disegni fuori dai luoghi destinati dall’autorità competente”.

Così, i “paladini” della correttezza e del rispetto della legge andrebbero contro l’etica e i principi che dovrebbero difendere e far rispettare.

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Tuttavia, il sindaco del comune etneo, Giuseppe Bandieramonte, candidato anche alle prossime elezioni del 10 giugno, ha spiegato: “Personalmente, ma anche il movimento politico di cui faccio parte, ho acquistato gli spazi elettorali normalmente”. Ed ha aggiunto: “Se, poi, qualche privato ha voluto esporre nella sua proprietà il manifesto politico di un candidato, richiedendone la preferenza agli elettori non credo ci sia nulla di strano. Ma mi informerò e, qualora andasse contro la legge, provvederò a far rimuovere il materiale incriminato”.

In effetti, dalla prefettura la risposta è stata molto chiara: “Fino al 10 maggio, data di apertura dei comitati elettorali, chiunque può esprimere nei propri spazi privati il proprio appoggio verso un candidato o un altro. All’apertura dei comitati, però, dovranno essere rimossi e i manifesti potranno essere affissi solo negli appositi spazi o nei comitati”. Questo, quindi, vuol dire che sulle ringhiere, sui muri delle proprie abitazioni e nelle botteghe ognuno potrà appendere ciò che preferisce. Anche l’altro candidato alla poltrona, Orazio Borgia, infatti, ha sostenitori che non si nascondono in giro per il paese.

Per quanto riguarda le affissioni in luoghi pubblici, invece, l’attuale primo cittadino ha fatto chiarezza: “Con la municipale siamo molto attenti a queste cose e ci adopereremo per eliminare ogni singolo manifesto in luoghi non consentiti, così come già fatto nel campo sportivo”.