Notte di eruzione per l’Etna, tra fontane di lava, cenere e lapilli: l’escalation eruttiva del Cratere di Sud-Est

Notte di eruzione per l’Etna, tra fontane di lava, cenere e lapilli: l’escalation eruttiva del Cratere di Sud-Est

CATANIA – Notte di eruzione per l’Etna, notte di lavoro per l’Ingv, che con i suoi consueti comunicati ha monitorato la situazione e informato i cittadini sull’attività del vulcano. Si tratta di un periodo particolarmente movimentato per “la Mamma”, in cui tra fontane di lava ed emissioni di cenere e lapilli, lo spettacolo e anche i disagi non mancano. Dall’una di notte fino alle 8 del mattino, l’Etna ha illuminato la notte catanese.

Si parte con le prime avvisaglie di eruzione, con un piccolo flusso lavico dal cratere di Sud-Est individuato dagli esperti di Ingv. Lo stesso flusso ha interessato pure la bocca effusiva apertasi il 4 marzo 2021 alla base dello stesso cratere. A partire dalle ore 1,30 si è registrato un ulteriore rapido aumento dell’ampiezza del tremore vulcanico.


Dall’una alle 3, il Cratere di Sud-Est è stato è protagonista di una vera e propria escalation eruttiva. Dall’incremento dell’attività stromboliana individuato alle 3,30, al trabocco lavico dall’alto versante orientale della stessa zona dell’Etna, registrato appena 20 minuti dopo. Dalle 4 alle 5, l’Ingv ha constato l’ulteriore incremento dell’attività stromboliana e un rapido aumento dell’ampiezza del tremore vulcanico.

Alle 6 l’eruzione notturna dell’Etna ha raggiunto il suo apice. L’attività stromboliana al cratere di Sud-Est è passata a fontana di lava e dalle ore 6,20 ha formato una colonna eruttiva, che ha superato l’altezza di 10mila metri sul livello del mare. Una fontana della durata di circa un’ora, dato che alle 7,10 Ingv ha comunicato che la fontana di lava al Cratere di Sud-Est è cessata. Da lì è permasa una debole attività di emissione di cenere. La nube vulcanica, che si è dispersa nel settore orientale, ha prodotto prevalentemente ricaduta di cenere e lapilli sui paesi etnei di Milo, Fornazzo, Trepunti, Giarre, Macchia di Giarre, Mascali, Riposto e Torre Archirafi. A causa della copertura nuvolosa, non è stato possibile riportare osservazioni sui flussi lavici che si sono espansi nella parte alta della Valle del Bove.

Come si può notare dalla foto qui sopra, anche questa notte l’Etna ha “sputato” fuori dal suo cratere pietre di modeste dimensioni durante il parossismo. Certo, non paragonabile alla copiosa caduta di qualche giorno fa, ma comunque un altro prodotto dell’attività stromboliana “da Muntagna”. L’eruzione notturna dell’Etna si conclude così; tanto spettacolo, fontane di lava e pietre, per un vulcano che non vuole smettere, almeno per il momento, di essere il protagonista assoluto delle ultime settimane catanesi.

Fonte immagine di Veronica Testa