Violenza sulle donne, come riconoscere quel filo sottile che separa l’amore dalla morte

Violenza sulle donne, come riconoscere quel filo sottile che separa l’amore dalla morte

CATANIA – Da sempre l’amore è il motore che muove ogni cosa, non solo nelle relazioni tra un uomo e una donna, ma anche e soprattutto da dove tutto ha inizio: la vita, proprio quando una madre mette al mondo un figlio.

Parlare di violenza sulle donne, di femminicidi, di amori malati e di storie tossiche non è mai semplice. Negli anni le pagine di cronaca si sono riempite di casi di donne uccise, la maggior parte delle volte, da uomini (se così possiamo definirli) che dicevano di amarle e che, forse, pensavano che le loro compagne fossero di proprietà privata ed esclusiva.


La scenata di gelosia oggi, lo schiaffo al viso domani, il cambio di abito dell’ultimo secondo “perché con questa gonna non ti faccio uscire“, l’imposizione, la voglia di comandare, il cellulare controllato e il declino. Inizia tutto così, col pensiero che “è geloso perché ci tiene a me”. Ma non è così. Non va mai in questo modo. Perché poi è peggio, sempre peggio. Per questo, oggi, abbiamo deciso di chiedere aiuto a una psicologa e psicoterapeuta di Catania, la dottoressa Valentina La Rosa, per capire se esistono segnali utili che una donna può recepire prima di arrivare a fenomeni violenti e di sangue.

Quel filo sottile che separa l’amore dalla morte

Prima di spiegare cosa scatta nella mente di un uomo quando arriva ad uccidere una donna – spiega la dottoressa La Rosa ai nostri microfoni – è giusto partire dall’ultimo caso di femminicidio che ha avuto luogo in Sicilia nelle scorse settimane; un nuovo efferato caso di omicidio ai danni di una donna, avvenuto a Lineri (frazione di Misterbianco, Catania) e che ha visto vittima la 27enne Genny Cantarero, uccisa con tre colpi di pistola da un uomo con cui aveva avuto una relazione.

Purtroppo, casi come questo, stanno diventando una triste consuetudine nel nostro Paese ed è d’obbligo chiedersi quali fattori sia psicologici che socio-culturali siano alla base di una tale recrudescenza della violenza contro le donne“.

Campanelli d’allarme in una relazione che annunciano un amore malato

Nei casi di femminicidio come quello di Lineri – continua la specialista – la donna diventa oggetto di una violenza brutale da parte del proprio partner e, nella maggior parte dei casi, tale violenza si scatena in seguito alla decisione da parte della donna di interrompere la relazione sentimentale.

Questi episodi non sono mai improvvisi ma sono sempre preceduti da segnali che non è facile cogliere, soprattutto all’interno di una relazione amorosa.

È tuttavia fondamentale imparare a dare il giusto peso anche ai più piccoli segnali di violenza per prevenire il verificarsi di episodi come quello di cui è stata vittima Genny.

L’uccisione di una donna non è dunque che l’atto finale di un continuum di violenza che può essere di tipo economico, psicologico o fisico. Comportamenti controllanti, gelosia morbosa, episodi di violenza fisica e psicologica non vanno mai sottovalutati perché evidenziano un patologico desiderio di controllo e di possesso da parte dell’uomo“.

Cosa scatta nelle mente di un uomo quando decide di uccidere una donna

Il partner violento considera la donna un oggetto di sua proprietà di cui poter disporre a suo piacimento. Quando la donna prova a porre fine alla relazione e ad affermare la propria identità, ciò scatena la rabbia dell’uomo che può arrivare fino alla violenza estrema dell’omicidio.

Essendo considerata un oggetto e non un soggetto dotato di libera volontà, nell’uomo scatta la volontà di eliminarla perché se non può essere sua non deve essere di nessun altro. In molti casi, come ad esempio in quello di Lineri, il femminicidio è seguito dal suicidio dell’assassino proprio perché l’uomo che compie un femminicidio non riesce a concepire la propria esistenza senza la donna.

Quando e come trovare il coraggio di denunciare

La donna vittima di violenza fa spesso fatica a denunciare a causa del legame di dipendenza che si viene a creare con l’aggressore e in quanto tali atti maturano nell’ambito di una relazione sentimentale. Inoltre, sono frequenti i casi in cui la donna denuncia ma non riceve adeguato supporto e protezione da parte delle autorità e questi episodi contribuiscono sicuramente a creare un atteggiamento di sfiducia e paura nelle donne che subiscono episodi di violenza.

Per questo diventa sempre più importante aiutare le donne a riconoscere subito i segnali di una relazione violenta e a chiedere aiuto e denunciare, garantendo il supporto materiale e psicologico di cui le donne hanno bisogno per uscire da queste situazioni di violenza e paura.

Lo Stato deve sicuramente fare molto di più in tal senso, per fornire alla donna che denuncia un partner violento la protezione e il sostegno necessari per evitare che la denuncia scateni ulteriore violenza fino ad arrivare al femminicidio“.

Come sempre, vi ricordiamo che sono attivi alcuni numeri verdi a cui chiunque può rivolgersi per ricevere supporto e aiuto psicologico:

  • Telefono Amico 199.284.284;
  • Telefono Azzurro 1.96.96;
  • Progetto InOltre 800.334.343;
  • De Leo Fund 800 168 678.

Fonte foto Pixabay – isabellaquintana