Vigili del fuoco in emergenza per il vento, Re (Conapo): “Abbiamo una carenza di mezzi” – ESCLUSIVA

Vigili del fuoco in emergenza per il vento, Re (Conapo): “Abbiamo una carenza di mezzi” – ESCLUSIVA

CATANIA – Un rinnovo contrattuale arrivato dopo tanti anni, uno stipendio minore rispetto a quello delle altre forze dell’ordine, la mancanza di mezzi in situazioni di estrema emergenza e un servizio mensa sottratto a tutte le sedi distaccate. Questi sono i principali aspetti del periodo non facile che sta attraversando il corpo dei vigili del fuoco, da sempre in prima linea e al servizio della comunità.

I recenti fatti, tra cui lo sciopero all’indomani dell’Immacolata, e il forte vento della scorsa settimana, con gravi danni nel territorio di Catania e per tutta la parte settentrionale della provincia etnea, hanno messo a nudo le limitazioni con le quali l’intero corpo si trova a combattere. Le organizzazioni sindacali non smettono di far valere le proprie ragioni per far sì che il servizio possa essere erogato nel migliore dei modi, cercando di trovare un sostegno anche nella politica.

Per questo motivo abbiamo sentito il segretario provinciale del Conapo Sindacato Autonomo Vigili del fuoco, Santo Re, ospite da noi in redazione. Riguardo ai problemi del rinnovo contrattuale, una buona notizia è arrivata, in quanto, durante una riunione di questi giorni tra il ministro dell’Interno Marco Minniti, quello alla Pubblica Amministrazione Marianna Madia, il sottosegretario Angelo Rughetti e tutte le organizzazioni sindacali, è stato trovato un accordo per il rinnovo contrattuale dopo otto anni, con un corrispettivo economico di 450/500 euro per il biennio 2016/17.

“Ma il valore – spiega Re – è sproporzionato, in quanto più basso rispetto a quanto percepiscono i dipendenti della polizia, con un divario di circa 300 euro, e lo stipendio, con il passare degli anni, è diminuito sempre più rispetto al costo della vita. Aggiungo anche che viene erogato un assegno di specificità, suddiviso in fasce d’età, per chi ha più anzianità di servizio. Attraverso il nostro segretario nazionale Antonio Brizzi e lo sciopero del 9 dicembre abbiamo avanzato la nostra protesta. Abbiamo avuto il 50 % delle adesioni a livello nazionale e il 65% a Catania”.

L’assoluta carenza di mezzi e di personale, con la mancanza del raddoppio dei turni, si sono fatte sentire nei giorni scorsi, con le raffiche di vento che hanno colpito buona parte del territorio catanese e tutto il versante etneo, con la chiusura di buona parte dell’autostrada A18 Messina-Catania e tanti interventi d’urgenza. Il tutto ha provocato confusione nella gestione dell’emergenza e anche qui il coinvolgimento della politica si rivela fondamentale. Nei prossimi mesi si avvierà un tavolo di confronto con la direzione regionale.

“Con la microemergenza a causa del vento – continua Re – a Catania abbiamo avuto problemi per quanto riguarda lo svolgimento dei lavori tecnici urgenti. Siamo arrivati a un picco di 300 interventi in coda per messa in sicurezza, alcuni dei quali non sono stati conclusi, sommati a quelli che si sono accavallati, come taglio piante, termocopertura e rimozione di pezzi di tetto caduti, ad esempio, sulle auto. La zona più colpita e rimasta più indietro in questo senso è stata quella tra Viagrande, Zafferana Etnea e Santa Venerina. Il problema principale è la forte carenza di mezzi, alcuni dei quali vetusti, che ci ha costretti a far intervenire squadre di Palermo, Messina, Enna e Caltanissetta in supporto, e questo non va bene. Abbiamo già sollecitato l’ex governatore Crocetta e adesso mi rivolgo a Musumeci, affinché possa fare qualcosa in merito, date le dimensioni della città e il numero di interventi da eseguire. Riguardo alle assunzioni, a dicembre sono partite 400 persone con il corso di formazione semestrale, mentre per quest’anno ne sono previste altre, ma non sappiamo numericamente quante sono”.

La sottrazione del servizio mensa per le sedi distaccate e lo stato d’agitazione proclamato il 5 gennaio, all’interno del quale rientrano anche altri problemi come l’attività didattica regionale e la mancata liquidazione delle competenze accessorie, completano il quadro. Il primo di questi problemi, contenuti nel contratto 2018/20, coinvolge un aspetto fondamentale, come il rispetto delle tabelle nutrizionali.

“La sottrazione della mensa per le sedi con meno di 15 unità – conclude Re – è un altro problema, in quanto il servizio è stato sostituito dal buono pasto e dal catering veicolato, con la preparazione dei pasti nelle sedi centrali e il trasporto in quelle. Ciò significa che chi lavora lì deve preparare il mangiare il giorno prima per poi riscaldarlo e questo non va bene, anche perché inficia le nostre tabelle nutrizionali, utili per svolgere il lavoro nel migliore dei modi. Oltre a questo, tra le competenze accessorie rientrano anche i mancati pagamenti in occasione del G7 di Taormina”.