Venti centesimi in più nello scontrino e finisce a rissa: imputati 3 agenti della Polizia di Stato e titolari bar

Venti centesimi in più nello scontrino e finisce a rissa: imputati 3 agenti della Polizia di Stato e titolari bar

ACIREALE – Tre anni e 10 mesi di reclusione per Rosario Rapisarda, agente della Polizia di Stato, per i reati di calunnia e falsità ideologica commessa da Pubblico Ufficiale; 2 anni e dieci mesi di reclusione per il reato di lesioni personali, aggravato dal fatto di aver agito per motivi futili e con abuso di potere, per Giovanni Brischetto e Aurelio Paratore, entrambi assistente capo; e sei mesi di reclusione per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale per Paolo Pino Torre, titolare di un bar ad Acireale, insieme alla moglie, Patrizia Santonocito.

Correva l’anno 2012 quando ad Acireale, esattamente il 18 febbraio, durante i festeggiamenti del Carnevale, all’interno del “Gran Caffè Torre”, un banale errore di battitura di uno scontrino fiscale, diede vita ad una accesa discussione. Lo scontrino in questione riportava 20 centesimi in più rispetto alla somma che Rosario Rapisarda insieme a Giovanni Brischetto e Aurelio Paratore, avrebbero dovuto pagare.

Il litigio, vide protagonisti l’Agente Scelto della Polizia di Stato, Rosario Rapisarda, e i gestori del bar, Paolo Rino Torre e Patrizia Santonocito. Tale circostanza fu interamente ripresa dalle telecamere regolarmente installate all’interno dell’esercizio commerciale. Al termine del litigio, Torre denunciò Rapisarda per aver falsamente inserito nella relazione di servizio di essere stato aggredito e gli Assistenti Capo, Brischetto e Paratore, per il reato di lesioni personali perpetrate all’interno del Commissariato di Acireale. Fu proprio lì che Torre venne condotto, la stessa sera del fatto, dopo la segnalazione effettuata dall’Agente Scelto della Polizia di Stato, Rapisarda.

In un primo momento, la denuncia di Torre, venne archiviata dalla Procura della Repubblica di Catania; successivamente, invece, trovò accoglimento l’istanza di avocazione delle indagini presentata alla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Catania, dall’avvocato Giuseppe Lipera, difensore del Torre. Iniziato il processo, nel corso della lunga attività istruttoria, sfilarono tutti i testimoni citati dalla Pubblica Accusa, dalla parte civile e dalla difesa degli imputati. La difesa di Torre, nel corso della prima udienza, ottenne l’autorizzazione alla citazione del responsabile civile, nel caso specifico del Ministero dell’Interno, da cui direttamente dipendono i tre agenti tratti a Giudizio. Il Ministero dell’Interno si costituì in giudizio tramite l’avvocato Dario Maimone.

L’attività istruttoria è stata chiusa ieri, 14 febbraio 2018: il Pm, nella persona del Sostituto Procuratore Generale, dott.ssa Sabrina Gambino, ha chiesto la condanna per tutti gli imputati.

Il processo, dunque, ormai alle battute finali, si concluderà il 30 maggio 2018 dinanzi la Terza Sezione Penale del tribunale di Catania, giudice dott.ssa Anna Maria Cristaldi. A concludere saranno il difensore della parte civile, avvocato Giuseppe Lipera, l’avvocatura dello Stato nella persona dell’avvocato Dario Maimone e degli imputati, avvocatI Grazia Coco, Vincenzo Mellia, Giuseppe Lo Faro, Pietro Granata, Riccardo Musumeci e Fabrizio Seminara.