CATANIA – Il parco acquatico Etnaland, una delle strutture turistiche più note della Sicilia e del Meridione, è stato sequestrato nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Catania.
Il sequestro del parco acquatico Etnaland
L’operazione, conclusasi ieri, riguarda presunte gravi violazioni di natura ambientale emerse nel corso di complesse indagini svolte dai militari del nucleo operativo di polizia ambientale della Guardia Costiera di Catania.
Sulla base di quanto ricostruito dagli inquirenti, in un ampio terreno adiacente al parco sarebbe stata realizzata una discarica abusiva. I rifiuti prodotti dalla struttura erano incendiati e seppelliti in modo sistematico.
La discarica abusiva con 1.000 m³ di rifiuti
Sequestrati, nel corso dell’operazione, circa mille metri cubi di rifiuti, oltre ad attrezzature e mezzi utilizzati per la presunta attività illecita. Gli accertamenti, avviati già nell’agosto del 2022, avrebbero inoltre evidenziato la mancanza di adeguati impianti di depurazione e di titoli autorizzativi, necessari per la gestione di reflui e rifiuti speciali.
Ispezionando l’intera zona, tramite un sorvolo di controllo del territorio, è emerso come nell’area adiacente al parco acquatico, ci fossero degli enormi “scavi“, di notevoli dimensioni, contenenti ingenti quantità di rifiuti.
Un “cimitero” di scarti incendiati
A quel punto, si è ritenuto necessario approfondire l’attività d’indagine. Attraverso la videosorveglianza serrata, è stato possibile accertare che, dopo ogni pomeriggio, addetti e/o dipendenti di Etnaland, avevano il compito di raccogliere i rifiuti, trasportarli nel terreno adiacente la struttura e, nella notte, dargli fuoco e seppellirli all’interno di una buca scavata appositamente.
Etnaland rappresenta da anni uno dei poli attrattivi con maggiore affluenza del Sud Italia, che ogni anno richiama numerosi visitatori. Il provvedimento giudiziario apre ora uno scenario delicato, con possibili ripercussioni economiche e occupazionali. Le indagini proseguiranno per accertare eventuali ulteriori responsabilità e quantificare il danno ambientale causato dalle condotte illecite contestate. Si attendono ulteriori sviluppi nelle prossime ore.
Il Codacons sul sequestro di Etnaland a Belpasso
Sulla questione, il Codacons, organizzazione nazionale riconosciuta a difesa dell’ambiente, dei diritti degli utenti e dei consumatori, ha annunciato la propria costituzione di parte offesa nel procedimento penale.
Secondo quanto reso noto dalla Procura della Repubblica, sarebbero emerse ipotesi di violazioni in materia ambientale, attualmente oggetto di accertamento nelle competenti sedi giudiziarie. Le contestazioni riguarderebbero, tra l’altro, la gestione non autorizzata di rifiuti, l’eventuale combustione illecita e possibili condotte riconducibili a ipotesi di inquinamento ambientale.
Il Codacons interverrà nel procedimento al fine di garantire il pieno accertamento delle eventuali responsabilità e di verificare l’entità dell’ipotizzato danno ambientale, con particolare attenzione ai profili connessi alla tutela della salute pubblica e alla salvaguardia del territorio.
L’associazione si avvarrà di consulenti tecnici specializzati in materia ambientale per seguire gli sviluppi dell’indagine, monitorare le eventuali operazioni di bonifica e verificare il rispetto della normativa vigente in materia di gestione dei rifiuti e trattamento delle acque.
L’incarico per la predisposizione e il deposito dell’atto di costituzione è assegnato all’Avvocato Carmelo Sardella, dirigente dell’Ufficio Legale Regionale. Quest’ultimo curerà la tutela degli interessi collettivi rappresentati dall’ente e seguirà ogni ulteriore iniziativa giudiziaria e procedimentale ritenuta necessaria nell’ambito del procedimento.
“I fatti oggetto di indagine – dichiara Codacons – ove confermati, configurerebbero condotte di rilevante gravità sotto il profilo ambientale, con potenziali ricadute sui diritti dei cittadini e sull’equilibrio dell’ecosistema“.
Di seguito le immagini video dell’operazione



