Turismo in crisi dopo il ciclone Harry: Confindustria Catania chiede interventi urgenti

Turismo in crisi dopo il ciclone Harry: Confindustria Catania chiede interventi urgenti

CATANIA – Il settore turistico catanese fa i conti con le conseguenze del ciclone Harry, che nelle scorse settimane ha colpito la Sicilia. A lanciare l’allarme è Confindustria Catania, con una lettera inviata al presidente della Regione, all’assessore regionale al Turismo e al sindaco etneo.

La presidente Cristina Busi parla di una situazione di eccezionale gravità: “Le aziende che rappresentiamo sono alle prese con una crisi senza precedenti. I danni subiti sono ingenti e il rischio concreto è che molte attività non riescano a riavviare le operazioni o a farlo in tempo per la prossima stagione estiva”.

Le criticità riguardano sia le imprese balneari sia le strutture alberghiere, molte delle quali faticano a programmare la ripartenza.

Crollo delle prenotazioni

Anche nelle aree che non hanno riportato danni strutturali, l’impatto economico è rilevante. Si registra infatti un’ondata di cancellazioni e un sensibile calo delle prenotazioni.

“In assenza di danni materiali, si registrano comunque gravi perdite economiche dovute alle numerose cancellazioni già in atto e a un calo evidente delle prenotazioni”, evidenzia Busi.

Le cinque richieste alle istituzioni

Il sistema imprenditoriale chiede un piano di intervento rapido e strutturato. Tra le priorità indicate – condivise anche da Ornella Laneri, Mario Indovina e Antonio Leonardi, rispettivamente presidente e vicepresidente della Sezione Turismo di Confindustria Catania e coordinatore regionale per la Sicilia di Assobalneari – figurano cinque punti ritenuti imprescindibili.

  1. Messa in sicurezza del territorio, con accelerazione nella rimozione di detriti e materiali accumulati dopo gli eventi calamitosi.
  2. Snellimento delle procedure burocratiche, soprattutto per il rilascio delle autorizzazioni necessarie ai lavori di ripristino e ricostruzione.
  3. Proroga delle concessioni balneari almeno fino al 2032, per consentire agli operatori di ammortizzare gli investimenti richiesti dalla ripartenza.
  4. Esenzione dai tributi, compresi quelli comunali, per alleggerire il carico finanziario sulle imprese.
  5. Campagna promozionale mirata, finalizzata a rilanciare l’immagine del territorio e a incentivare le prenotazioni.

Il rischio di effetti a lungo termine

Confindustria Catania sottolinea che il turismo rappresenta uno dei principali motori economici dell’area e che la crisi in atto potrebbe produrre conseguenze durature se non affrontata con tempestività.

L’appello alle istituzioni è chiaro: servono risposte immediate e misure concrete per evitare che l’emergenza si trasformi in un danno strutturale per l’intero comparto.