CATANIA – Nino Di Grazia è morto il 16 dicembre dello scorso anno, all’età di 70 anni, travolto da un’auto mentre stava attraversando le strisce pedonali, sul viale Artale Alagona, sul lungomare del capoluogo etneo.
Il dolore delle figlie Simona e Monica, e di tutta la famiglia dello sfortunato odontotecnico catanese in pensione, da allora non ha mai trovato pace.
Alla guida del veicolo che avrebbe causato la morte di Antonino Mario Di Grazia si trovava una donna di 77 anni la quale, secondo quanto dichiara Monica in un post su Facebook, non avrebbe “rispettato nulla del Codice della Strada, né limite, né le strisce, né il semaforo pedonale” e non avrebbe “nemmeno frenato“, ma si sarebbe fermata diversi metri dopo.
A distanza di 3 mesi, continua la figlia della vittima, la guidatrice non avrebbe avuto “il buon gusto, il buon senso, bontà d’animo, come meglio vogliamo dire, di chiedere scusa, di domandare perdono, né lei e né chi per lei“.
Monica sottolinea che “certo non avrebbe riportato indietro mio papà, non avrebbe tolto o aggiunto nulla, ma sarebbe stato un segno di civiltà nei nostri confronti“.
Infine, la figlia di Nino Di Grazia scrive: “Molti di noi, di voi dirà: ‘certo può capitare a chiunque’. Ma chi di noi o di voi, portandosi dietro questo fardello, non avrebbe fatto un passo verso la famiglia? Se si ha buon cuore sicuramente sì, ma visto ormai passati quasi 90 giorni, ciascuno di noi tragga le proprie conclusioni“.
Foto per gentile concessione della famiglia Di Grazia



