Tentata rapina alle Poste di Gravina di Catania: tre arresti, recuperati 150mila euro

Tentata rapina alle Poste di Gravina di Catania: tre arresti, recuperati 150mila euro

CATANIA – La Polizia di Stato ha arrestato tre catanesi ritenuti responsabili di una tentata rapina in concorso ai danni di un ufficio postale di Gravina di Catania. Si tratta di M. G. (classe 1997), R. R. (classe 1973) e M. L. (classe 1966). Gli arresti sono stati eseguiti dagli agenti della Squadra Antirapina della Squadra Mobile nell’ambito delle attività di contrasto ai reati predatori.

Nel corso di un servizio di osservazione, i poliziotti hanno notato nei pressi dell’ufficio postale un’autovettura con targa visibilmente contraffatta. Quasi contemporaneamente è arrivato uno scooter, risultato di provenienza furtiva, condotto da M. L., che si è fermato poco distante dall’ingresso con il motore acceso.

Dopo alcuni minuti, il passeggero dell’auto, identificato in R. R., è sceso dal veicolo con il volto coperto da un casco bianco, portando con sé un attrezzo artigianale in metallo a forma di “L”. L’uomo si è posizionato davanti alla porta antipanico dell’ufficio postale, adiacente allo sportello bancomat. Poco dopo è giunto anche il complice a bordo dello scooter che, fermatosi davanti all’ingresso, ha aiutato R. R. ad aprire la porta utilizzando l’arnese metallico.

Compresa l’intenzione dei due di introdursi nei locali per compiere una rapina durante le operazioni di rifornimento dell’ATM, in quel momento fuori servizio, gli agenti sono intervenuti sorprendendoli all’interno dell’ufficio postale. I poliziotti li hanno trovati in possesso di un borsone in tela contenente tre cassetti in plastica dell’ATM, all’interno dei quali vi erano banconote per un totale di 150.000 euro, destinate al caricamento del bancomat.

I due uomini sono stati immediatamente arrestati. Nel corso della perquisizione è stato inoltre accertato che uno dei due aveva con sé una pistola a salve. Poco dopo è stato rintracciato e fermato anche il terzo complice, M. G., alla guida dell’auto noleggiata per la commissione del reato, che si era allontanato subito dopo aver fatto scendere R. R. con l’arnese utilizzato per l’apertura della porta antipanico.

Per quanto accertato, i tre sono stati arrestati, ferma restando la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva. Al termine delle formalità di rito, su disposizione del pubblico ministero di turno, sono stati tradotti presso il carcere di Catania – piazza Lanza, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Gli approfondimenti della Squadra Mobile hanno evidenziato come le modalità dell’azione ricalchino una tecnica criminale già utilizzata in analoghi episodi, basata sull’accesso agli uffici postali durante le brevi fasi di rifornimento dell’ATM. L’attrezzo metallico a forma di “L” sarebbe stato appositamente progettato per agire come un braccio meccanico, in grado di abbassare dall’esterno il maniglione della porta antipanico.

Sono in corso ulteriori accertamenti per verificare un’eventuale riconducibilità degli arrestati ad altri colpi messi a segno nei mesi precedenti con la stessa metodologia, ai danni di altri uffici postali del capoluogo etneo.