CATANIA – Polizia e carabinieri: ecco i fatti di cronaca più importanti di Catania e provincia:
- I carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Catania Piazza Dante hanno arrestato unitamente ai colleghi della stazione di Catania Ognina nella flagranza Giuseppe Vecchio, 38enne di Misterbianco ed una 23enne di Aci Catena, per spaccio di sostanze stupefacenti. Ieri sera i militari, durante un servizio finalizzato a contrastare il fenomeno dello spaccio nel popolare quartiere Picanello, hanno notato l’uomo che con un atteggiamento guardingo svolgeva il ruolo di vedetta mentre la ragazza veniva avvicinata da diversi avventori ai quali consegnava delle bustine, previo un corrispettivo in denaro. I militari sono immediatamente intervenuti bloccando e perquisendo i due che sono stati trovati in possesso della somma contante di 245 euro in banconote di piccolo taglio, ritenute provento dell’attività di spaccio e, abilmente occultate nel sottoscala del condominio, dove la ragazza abitava, 5 buste di marijuana per un peso complessivo di 210 grammi. Inoltre i militari nell’abitazione della 23 enne hanno rinvenuto altre 6 buste contenenti sempre lo stesso stupefacente, per un peso complessivo di 221 grammi, oltre a vario materiale utilizzato per confezionare la droga. Tutto lo stupefacente ed il materiale utilizzato per il confezionamento è stato sequestrato. L’uomo è stato portato nel carcere di Piazza Lanza mentre la ragazza è stata messa agli arresti domiciliari, entrambi in attesa di essere giudicati con rito direttissimo.
- I carabinieri della stazione di San Giovanni La Punta hanno arrestato Giuseppe Privitera, 45enne di San Pietro Clarenza, già sottoposto all’obbligo di dimora nel comune di residenza, su ordinanza di aggravamento della misura cautelare emessa dal tribunale di Catania, su richiesta della locale Procura. Il 25 novembre scorso i militari hanno sorpreso l’uomo all’interno di un centro commerciale a San Giovanni la Punta in compagnia di un altro individuo gravato da pregiudizi penali, in palese violazione della misura cui era sottoposto, essendosi allontanato dal comune di residenza. L’autorità giudiziaria, tenuto della gravità della violazione, che è stata segnalata dai carabinieri, ha emesso il provvedimento restrittivo sottoponendo il 45enne ai domiciliari.
- I carabinieri della stazione di Paternò hanno arrestato Barbaro Andrea Asero, 32enne paternese, su ordine di carcerazione emesso dalla procura della repubblica del tribunale di Forlì. L’uomo, riconosciuto responsabile dei reati di furto e rapina commessi a Cesena nel marzo 2013, è stato condannato alla pena di 4 anni, 1 mese e 23 giorni di reclusione. L’arrestato è stato associato nel carcere di Piazza Lanza, come disposto dall’autorità giudiziaria.
- I fatti risalgono alla tarda mattinata dello scorso 10 settembre, quando il personale della Squadra Mobile è andato all’ospedale “Vittorio Emanuele”,dove, poco prima, era era arrivato Francesco Gambino, pregiudicato per reati contro il patrimonio, al quale i sanitari di turno hanno diagnosticato “ferite da arma da fuoco e fratture alla mano sinistra” giudicate guaribili in 30giorni. Immediatamente sentito dagli investigatori della Squadra Mobile – Sezione “Reati contro la Persona”, Gambino ha riferito di essere rimasto ferito da un colpo di arma da fuoco mentre si trovava a piedi nel rione di San Giorgio. Il sopralluogo effettuato dagli investigatori nel luogo indicato dalla vittima non ha permesso di rilevare alcuna traccia dell’evento delittuoso. Le indagini effettuate, anche di natura tecnica, coordinate dalla Procura della Repubblica di Catania hanno permesso di appurare che Gambino aveva reso dichiarazioni palesemente false, essendo stato accertato che questi in realtà era rimasto accidentalmente ferito da un colpo di pistola mentre, insieme con Alfio Sorrentino e Damiano Guzzardi, era intento a pulire una pistola. Sorrentino, all’epoca dei fatti era agli arresti domiciliari, inoltre, e oggi risponde del reato di evasione per essersi allontanato da casa per portare in luogo pubblico un’arma e per sottrarsi alle ricerche della Polizia. Espletate le formalità di rito, gli arrestati sono stati condotti al carcere di Catania – “Piazza Lanza”.









