Succede a Catania e provincia: 5 luglio MATTINA

Succede a Catania e provincia: 5 luglio MATTINA

CATANIA – Ecco le operazioni condotte a Catania e provincia dalla polizia:

  • personale delle Volanti ha proceduto ad arrestare un uomo e a denunciarne in stato di libertà un altro, entrambi per il reato di evasione. Nello specifico, intorno alle ore 23,50, l’equipaggio della Volante “Trappeto”, transitando in piazza Barcellona, notava un individuo, conosciuto agli operatori, in quanto sottoposto agli arresti domiciliari e quindi soggetto a controlli. Dopo essere stato fermato e identificato l’uomo è stato arrestato per il reato di evasione e, su disposizione del P.M. di turno, rinchiuso nel carcere di Caltagirone, in quanto recidivo. Inoltre, intorno a mezzanotte, a seguito di segnalazione giunta in sala operativa, due equipaggi di Volante sono state inviate in Corso Amedeo Duca D’Aosta, ove era stata segnalata una persona intenta a danneggiare con degli attrezzi l’interno di un cortile privato. Giunti sul posto gli agenti hanno proceduto a identificare l’uomo, un ragazzo di 19 anni in atto sottoposto agli arresti domiciliari per il reato di furto. Nell’immediatezza dei fatti il giovane ha dichiarato di avere ricevuto, dai condomini di quello stabile, l’incarico di effettuare dei lavori all’interno del cortile e che, per tale motivo, aveva violato gli arresti domiciliari. Lo stesso è stato, pertanto, denunciato in stato di libertà per il reato di evasione e riaccompagnato nel suo domicilio ove è stata ripristinata la misura cautelare;

 


  • personale delle Volanti, impegnato nell’ordinario servizio di controllo del territorio, ha denunciato in stato di libertà un uomo, 43 anni, che esercitava in via Sant’Euplio l’illecita attività di posteggiatore abusivo in violazione del DACUR;

 

  • personale del Commissariato Librino ha eseguito controlli volti a contrastare l’illegalità diffusa nel quartiere di competenza. Particolare rilievo assume l’esecuzione di un provvedimento di sottoposizione alla misura della detenzione domiciliare nei confronti di un soggetto già agli arresti domiciliari. Durante le operazioni di polizia, i poliziotti, attirati versi di taluni volatili, notavano che detto detenuto, in concorso con il padre, deteneva animali appartenenti a specie protetta, tra cui cardellini e addirittura un falco ancora da svezzare; detti animali, tra l’altro, erano in evidente stato di maltrattamento e detenuti in condizioni incompatibili con la loro natura tali da creargli gravi sofferenze. Tali volatili sono patrimonio indisponibile dello Stato e la loro sottrazione concretizza il reato di furto. Alla luce di quanto accertato, i due, padre e figlio, sono stati indagati in stato di libertà per molteplici reati, così come previsto dalla legge che disciplina i reati relativi all’applicazione in Italia della convenzione sul commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione (art. 30 lettera; comma 1 in collegamento con l’art. 2 lett. della legge 157/92; art. 1 comma 1 lettera; legge 150/92) e dagli articoli 624, 625 (furto aggravato), 648 (ricettazione) e 544 ter (maltrattamento animali) del codice penale. Attesa la delicatezza dell’intervento e per quanto di competenza, è stato richiesto l’intervento dei Nucleo carabinieri Cites e del Centro Recupero Fauna Selvatica a cui sono stati affidati gli animali sequestrati al fine di essere reimmessi nel proprio habitat. Una ulteriore attività, eseguita assieme all’Unità cinofili antidroga dell’U.P.G.S.P., ha consentito di rinvenire e sequestrare una quantità di marijuana a carico di ignoti; è stato altresì contestato l’uso di sostanza stupefacente a uso personale (art. 75 D.P.R. 309/90) con relativo sequestro amministrativo dello stupefacente. Inoltre, è stato indagato in stato di libertà un soggetto di 42 anni per la mancata dichiarazione del cambio del luogo di detenzione armi (art. 38 T.U.L.P.S.): all’uomo sono state anche sequestrate le armi che, senza darne avviso all’autorità di Pubblica Sicurezza, sono state trasferite a un altro domicilio. È stata eseguita, inoltre, una misura del divieto di avvicinamento e un soggetto di 24 anni è stato indagato per furto di energia elettrica. Ancora, un uomo di 33 anni è stato sottoposto all’ordine di esecuzione per la carcerazione per aver commesso il reato di rapina (reclusione di anni 5);

  • nell’ambito dei servizi di controllo del territorio finalizzati alla prevenzione dei reati in genere e a contrastare ogni fenomeno di illegalità nel territorio di Adrano, agenti del locale Commissariato hanno denunciato in stato di libertà per il reato di detenzione illecita di munizionamento, una donna di 57 e un uomo di 30 anni, madre e figlio, entrambi con precedenti di polizia per reati contro la persona e il patrimonio. A seguito di una oculata attività info-investigativa, i poliziotti della Volante del Commissariato di Adrano erano venuti a conoscenza della detenzione illegale di armi modificate e di munizionamento, all’interno di un prefabbricato adibito ad abitazione, sito nell’area rurale del territorio di Adrano. Effettuati diversi accertamenti e individuato il sito, lo scorso 2 luglio, nelle prime ore del pomeriggio, gli operatori di Volante hanno effettuato una perquisizione, rinvenendo, sotto un materasso, 90 cartucce di diverso calibro per arma lunga e tre riproduzioni di arma semiautomatica, prive di tappo rosso e con canna alterata. Pertanto, sono stati identificati e denunciati gli occupanti dell’abitazione, madre e figlio, risultati soggetti già gravati da diversi precedenti di polizia per reati predatori. Sono in corso ulteriori accertamenti e controlli della Polizia di Stato nel territorio del Comune di Adrano, mirati alla prevenzione di ogni fenomeno di illegalità.