Scuola, proroga vaccini fino al 31 marzo, Codacons: “Le Asp non possono diffondere dati dei bambini”

Scuola, proroga vaccini fino al 31 marzo, Codacons: “Le Asp non possono diffondere dati dei bambini”

CATANIA – Dopo la scadenza dello scorso sabato per i vaccini, adesso ecco la proroga fino al 31 marzo. La decisione è stata presa dall’assessore regionale all’Istruzione e Formazione Professionale, Roberto Lagalla, di comune accordo con l’assessorato alla Salute. Un sospiro di sollievo, quindi, per i genitori dei bambini di scuola materna, elementare e media. Secondo Lagalla le circolari ministeriali inviate tempo fa non hanno carattere perentorio e il prolungamento è più che dovuto.

Ma se non verrà rispettato il nuovo termine massimo, l’assessore sottolinea come le famiglie andranno incontro a multe che oscilleranno tra i 100 e i 500 euro. I dati riportati nei giorni scorsi hanno scatenato le ire del Codacons, che ha presentato una diffida alle Asp e un esposto alle procure della Repubblica siciliane, affinché siano pienamente tutelati i diritti delle famiglie e si evitino abusi sui dati sensibili dei minori. Oltre a ciò, vengono denunciate anche le diverse decisioni che si stanno mettendo in atto tra i diversi Comuni e circolari regionali.

Nessun dato sensibile sui bambini non vaccinati può essere diffuso dalle Asp alle scuole o ad altri soggetti, e tutti i direttori delle aziende sanitarie che violeranno tale disposizione dovranno essere indagati per abuso di atti d’ufficio. Il Garante della Privacy ha espresso di recente parere favorevole al modello regolamentare di flussi dei dati ASP/scuole elaborato dal Ministero della salute al fine di escludere dall’istruzione i bimbi non vaccinati, ma tale parere non può in nessun caso violare i principi fondamentali del Codice della Privacy. È preciso obbligo delle scuole e delle ASP predisporre misure idonee a proteggere i dati sensibili degli alunni anche attivando corsi di formazione per i dipendenti che accedono al trattamento dei dati, e tutti i direttori generali delle aziende sanitarie che non si atterranno a tali principi dovranno essere indagati per abuso di atti d’ufficio”.

A finire sotto l’occhio del ciclone anche la Fism, Federazione Italiana Scuole Materne, che con una circolare inviata alle scuole dell’infanzia ha chiesto di informare la polizia in caso di mancata presentazione della documentazione sull’adempimento vaccinale da parte dei genitori.

“Si stanno creando discriminazioni e trattamenti diversificati dei bambini rispetto all’obbligo vaccinale non solo da regione a regione, ma anche da comune a comune– conclude il Codacons-. Ciò determina una disparità di trattamento per le famiglie a seconda del luogo di residenza, ed eccessi inaccettabili con alcune scuole che hanno chiesto ai genitori adempimenti ulteriori rispetto a quanto previsto dalla legge ed enti che minacciano di far intervenire la polizia contro le famiglie inadempienti. Per tale motivo chiediamo oggi alle procure siciliane di aprire inchieste sul territorio verificando eventuali abusi da parte delle Asp e accertando se le minacce di alcune scuole possano configurare il reato di violenza privata”.