Sanità, salvi i lavoratori della casa di cura “Di Stefano Velona” di Catania: soddisfatta la Ugl

Sanità, salvi i lavoratori della casa di cura “Di Stefano Velona” di Catania: soddisfatta la Ugl

CATANIA – Torna il sereno, dopo mesi di apprensione, tra i lavoratori della clinica “Di Stefano Velona”.

Le quote societarie della struttura privata catanese, di recente, sono state acquisite per intero dal Policlinico “G.B. Morgagni”, come è stato confermato durante la riunione del 25 giugno, che si è svolta all’Ispettorato del Lavoro di Catania alla presenza del neo direttore generale della storica clinica di via del Bosco, Salvatore Cantaro, della consulente della proprietà uscente della “Di Stefano Velona” Giovanna D’Amico e del segretario provinciale della federazione Ugl sanità Carmelo Urzì.

Salvi, dunque, gli oltre 40 dipendenti che temevano per la loro continuità occupazionale, considerato che nella sede di via Sant’Euplio ogni attività era stata di fatto sospesa.

Cantaro ha assicurato che le unità lavorative hanno ripreso servizio in distacco nelle sale del “Centro clinico Morgagni”, in attesa di poter fare rientro nel momento in cui la casa di cura da dove provengono sarà nuovamente riaperta.

“Prendiamo atto dell’esito positivo dell’incontro e della volontà, sia della parte cedente che del nuovo proprietario, di riportare la gestione della ‘Di Stefano Velona’ alla normalità, tutelando il personale – afferma Urzì, che ha preso parte alla riunione insieme alla rappresentante sindacale aziendale Francesca Strano -. Come Ugl non potevamo che auspicare una conclusione migliore di questa, a totale difesa dei livelli occupazionali, motivo per cui vogliamo ringraziare sia la famiglia Di Stefano Velona che il professor Castorina e la dirigenza della ‘Morgagni’, che hanno permesso il passaggio dei lavoratori in piena sicurezza. Ancora una volta, grazie alla sinergia tra parti datoriali e sindacali, siamo riusciti a evitare il peggio in un settore, come quello della sanità privata, dove oggi non è semplice fronteggiare continui tagli e il costante ricorso al lavoro non subordinato”.

“Quanto è stato fatto, invece, dalla ‘G. B. Morgagni’ – conclude il segretario etneo della Ugl sanità – va in controtendenza e ci permette di guardare al futuro sicuramente con maggiore serenità, sulla salvaguardia dei posti di lavoro in queste storiche case di cura”.

Immagine di repertorio