Randagismo nella zona industriale di Catania, le associazioni animaliste: “Escluse dal tavolo, così non si risolve il problema”

Randagismo nella zona industriale di Catania, le associazioni animaliste: “Escluse dal tavolo, così non si risolve il problema”

CATANIA – Undici sigle chiedono chiarimenti sulla riunione di oggi tra Comune, Asp e Confindustria e sollecitano una cabina di regia permanente con volontari e istituzioni. Le associazioni animaliste attive nel territorio catanese e nel territorio siciliano chiedono chiarimenti in merito alla riunione svoltasi oggi, 9 marzo 2026, presso la sede di Confindustria Catania, dedicata alla problematica del randagismo nella zona industriale.

Il fenomeno del randagismo a Catania

Ad intervenire sono undici associazioni impegnate nella tutela degli animali che, attraverso i propri legali, gli avvocati Giuseppina Floriana Pisani, Gaetana Cipolla e Margherita Mannino, hanno trasmesso una formale richiesta agli enti coinvolti.

Secondo quanto appreso dagli organi di stampa, l’incontro era finalizzato ad affrontare la presenza di branchi di cani nella zona industriale, fenomeno indicato come possibile fattore di rischio per la sicurezza dei lavoratori e per la circolazione stradale. Al tavolo avrebbero partecipato rappresentanti del Comune di Catania, dell’Asp e delle aziende interessate.

La richiesta da parte di undici associazioni

Le associazioni evidenziano tuttavia di avere appreso dell’appuntamento esclusivamente attraverso la stampa e di non essere state coinvolte, nonostante il ruolo che svolgono quotidianamente sul territorio nella tutela degli animali e nella gestione concreta delle criticità legate al randagismo.

Nella nota inviata alle istituzioni, i legali sottolineano come l’apporto delle associazioni e dei volontari sia ritenuto essenziale per affrontare il problema in maniera efficace, attraverso attività di mappatura dei branchi, individuazione delle aree di stazionamento, sterilizzazioni e monitoraggio costante del territorio.

Nel documento viene inoltre ricordato che le associazioni sono ancora in attesa di riscontro alle richieste inviate il 27 febbraio scorso in merito alla reimmissione sul territorio di cani forastici non morsicatori, come accertato dalla stessa Asp di Catania. Secondo i firmatari, il protrarsi dei tempi di risposta rischia di incidere negativamente sul benessere degli animali.

La riunione di oggi

Per queste ragioni, le associazioni chiedono chiarimenti sulle finalità della riunione del 9 marzo e sulle iniziative che Comune di Catania, Asp e Confindustria intendono adottare rispetto alla presenza dei cani forastici nella zona industriale.

Contestualmente, si propone l’istituzione di una cabina di regia permanente che coinvolga enti pubblici, servizi veterinari, volontari accreditati e associazioni animaliste, con l’obiettivo di costruire un percorso condiviso, rispettoso del benessere animale e delle esigenze di sicurezza del territorio.

L’importanza di trovare una soluzione per arginare il problema

Le undici sigle (Teg4Friends Odv, Ente di Tutela Animale, L’Altra Zampa Odv, Le Aristogatte Ets/Odv, LIDA CATANIA, ASA- Animalisti Siciliani e Ambiente, UPA, L’animale libero Lal Odv, Ass. Amici degli Animali barcellonapg-milazzo odv, Ass. Amici degli Animali barcellonapg- Sez. Milazzo odv, Pantelleriabau, Oipa Sezione Alcamo) chiedono infine un’audizione dei rispettivi presidenti, o di un loro delegato, per esporre le proprie osservazioni e contribuire alla definizione di soluzioni condivise.

Le associazioni ribadiscono la propria piena disponibilità a collaborare con il Comune di Catania, con l’Asp e con tutti i soggetti istituzionali interessati, nella convinzione che solo attraverso un confronto serio, strutturato e partecipato sia possibile affrontare in modo efficace e duraturo il fenomeno del randagismo nel territorio di Catania.