Pretendere un amore da film, ma vivere da trailer: il paradosso di chi non vuole rinunciare più a niente

Pretendere un amore da film, ma vivere da trailer: il paradosso di chi non vuole rinunciare più a niente

Pretendere un amore da film, ma con l’impegno di una storia da trailer. È il grande paradosso delle relazioni odierne, tipiche di chi ne vuole trarre i vantaggi, senza però assumersene a pieno le responsabilità: si pretende di essere scelti, ma non si è mai disposti a farlo. Perché scegliere significa rinunciare al resto e nessuno vuole più rinunciare a niente, tantomeno in un’epoca in cui si vive nell’illusione di poter contare su un infinito ventaglio di alternative.

E allora si resta così, sospesi tra la tentazione di rischiare tutto e la consapevolezza, una volta fatta la propria mossa, di non poter più tornare indietro. Paralizzati dalla convinzione che nel mazzo ci siano sempre carte superiori alle proprie, dall’idea che la mossa successiva possa garantire una condizione migliore di quella attuale. Ed è così che l’amore si trasforma in una mano perenne di blackjack, emblema di una ricerca della perfezione che, nella vita come nel gioco, spesso ci induce a “sballare“, ignorando che alla fine dei conti il proprio rivale non è il banco, ma la costante illusione di un’alternativa migliore.

Illusione alimentata in genere proprio dai social che ostentano amori tanto perfetti quanto inesistenti. Tanto desiderabili quanto artificiali. Proprio come un trailer ben montato, che lascia fuori dall’inquadratura dubbi, fraintendimenti e fragilità. Silenzi e momenti di stanchezza. Noia e incomprensioni. Tutti elementi meno cinematografici, ma più autentici. Perché finché si confronteranno i propri “dietro le quinte” con gli “highlights” altrui, non si riuscirà mai a riconoscere l’unicità delle carta che abbiamo tra le mani e su cui ogni giorno scegliamo di scommettere, consapevoli che è quella di cui abbiamo bisogno per vincere l’ultima mano. L’unica capace di trasformare un’eterna anteprima in una pellicola da vivere fino ai titoli di coda.

L’intervista alla dott.ssa Carla Pollicino

E proprio con l’obiettivo di delineare un quadro completo di come le relazioni stiano gradualmente cambiando volto, è intervenuta ai microfoni di NewSicilia la psicologa Carla Pollicino.

  • Quanto, e in che modo, i social hanno contribuito a modificare l’idea di relazione e le modalità per portarla avanti?

I social hanno contribuito a modificare le relazioni accorciando le distanze e consentendo a persone provenienti da qualsiasi parte del mondo di mettersi in contatto, iniziare e/o portare avanti una conoscenza. Questo ha portato però anche all’aumento delle possibilità di scelta che può generare indecisione e ridurre l’impegno nelle prime fasi della conoscenza.

  • Che impatto può avere sulla propria relazione la percezione di avere a disposizione un numero sempre maggiore di alternative?

L’impatto dipende da molteplici fattori tra cui la consapevolezza di ciò che si vuole, una buona intelligenza emotiva e buone capacità di comunicazione che consentano di agire nel rispetto dei propri valori e della persona con cui si è in relazione. È facile lasciarsi “distrarre” da tutte le alternative se non si hanno gli strumenti che consentano di capire che tipo di relazione si vuole avere e cosa è necessario fare per coltivarla anche nei momenti di maggiore difficoltà.

  • Quanto influisce il confronto costante con la relazione apparentemente perfetta degli altri? E quanto si rischia di incorrere in un’idealizzazione dell’amore, con aspettative sproporzionate e irrealistiche?

Il confronto costante con i migliori momenti delle vite altrui può portare a porsi interrogativi quali, ad esempio: ‘Sto facendo la scelta giusta?’, ‘Posso avere qualcosa di meglio? Qualcosa di più semplice?’. Ciò può capitare soprattutto nei momenti in cui nella propria relazione ci siano delle incomprensioni e degli attriti. Anche in questo caso l’impatto del confronto è determinato dalla consapevolezza di ciò che si desidera e di cosa significhi per sé costruire una relazione sana.

  • Quanto la diffusione delle conversazioni via chat rischia di indebolire quelle telefoniche o dal vivo? Cosa cambia a livello comunicativo e quali sono i principali rischi?

La comunicazione via chat non sempre è facile in quanto soggetta a fraintendimenti (manca il tono di voce, l’espressione del viso) e tende inoltre a creare e mantenere una certa distanza (i tempi di risposta non sono sempre rapidi). In molti preferiscono mantenere un tipo di comunicazione più diretto e coinvolgente come possa essere incontrarsi di persona o fare una telefonata, seppur talvolta risulti difficile da conciliare con i vari impegni quotidiani.

  • Un consiglio per chi vuole preservare l’autenticità del proprio rapporto col partner, senza farsi influenzare troppo dal contesto estremamente digitale in cui si è immersi?

Comunicare, sempre. Comunicare e ascoltarsi anche quando questo può risultare più difficile, anche se non si vedono subito gli effetti che si vorrebbero vedere. Essere presenti e pazienti e ritagliarsi del tempo da trascorrere insieme per coltivare l’amore che si nutre nei confronti dell’altro.

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