Potature alberi nel quartiere Borgo Sanzio, i cittadini non ci stanno: l’azione del Comitato Vulcania

Potature alberi nel quartiere Borgo Sanzio, i cittadini non ci stanno: l’azione del Comitato Vulcania

CATANIA – Si moltiplicano le segnalazioni e le proteste, da parte dei residenti e commercianti del quartiere Borgo Sanzio di Catania, per la continua pratica barbara dei tagli degli alberi in diverse zone in particolare, ultimamente, nella piazza Croce Rossa Italiana.

Una morte lenta e silenziosa quella inflitta a moltissimi degli alberi della zona di Vulcania.


Dimenticati e maltrattati, non ti accorgi più della loro esistenza. Sono invece importantissimi per l’ecologia urbana e globale. Non possiamo dimenticare i pini storici e stupendi di oltre mezzo secolo che abbellivano e davano ombra, frescura e ossigeno trasformati in legna da ardere come se fossero alberi senza vita mentre invece non lo erano e che vivevano indisturbati ed amati dai cittadini del quartiere nella piazzetta del Beato Angelico e Viale Andrea Doria.

Lo scrive in un comunicato il Comitato Vulcania, il cui presidente Angela Cerri precisa: “La tutela della dignità della persona e della salute di tutti i cittadini passa per la salvaguardia dell’ambiente. I tagli e le potature eseguite in diversi zone del quartiere, in questi ultimi mesi sono stati devastanti, perché effettuati senza alcuna conoscenza e capacità in materia di cura e manutenzione del verde pubblico. A nessuno dei tagli sono seguiti interventi di copertura per evitare che le piante si ammalassero. La potatura degli alberi fa parte della gestione ordinaria del verde urbano, ma il risultato che ci viene consegnato spesso è raccapricciante: alberi con la chioma mozzata, scheletri senza foglie, figure informi più simili a sculture postmoderne che ad esseri viventi. La settimana scorsa in piazza Croce Rossa Italiana proprio dove le motoseghe sono entrate nuovamente in azione, le foto valgono più di mille parole”. 

Si tratta di un trattamento riservato a scadenze prestabilite al verde urbano ed extraurbano un po’ ovunque. Ma la pratica è molto diffusa e usata da decenni, motivata con la convinzione illusoria di risparmiare denaro ed evitare problemi. A niente sono servite le battaglie condotte, da anni, dalle associazioni e dai comitati ambientalistici. L’albero, in pratica, viene a perdere anche la sua funzione fondamentale di “ecosistema e polmone verde cittadino.

“La presenza della vegetazione in aree urbane è indispensabile per la purificazione dell’aria, la regolazione del clima, la difesa del suolo dall’erosione e la riduzione dell’inquinamento acustico. Questi tagli devastanti indiscriminati sono afferma ancora la Cerri  una pratica perversa che nel quartiere, e non solo, ha assunto una diffusione allarmante e che si conferma essere la principale minaccia per gli alberi delle città. Non ci stiamo! Esigiamo più attenzione e cura per i nostri alberi”.

Non è una questione di fanatismo ambientalista ma è una responsabilità necessaria e conclamata da evidenze scientifiche ormai ampiamente riconosciute. Per questo non c’è uno solo ma almeno tanti buoni motivi per tutelare alberi con queste caratteristiche: producono ossigeno, puliscono l’aria, puliscono l’acqua, sono alleati del clima, sono alleati del suolo, aumentano la biodiversità, proteggono dai rumori, sostengono l’economia, contribuiscono al benessere psico-fisico dell’uomo e sono la nostra memoria storica. Il Comitato Vulcania Ambiente, da anni, è attivo sul territorio per impedire l’abbattimento e capitozzature e per la sensibilizzazione dei cittadini e amministratori sull’importanza del verde urbano. Tuttavia l’amministrazione comunale si è rivelata sorda ai vari appelli lanciati”.