Catania e le Piramidi… una scoperta avvolta da un mistero

Catania e le Piramidi… una scoperta avvolta da un mistero

CATANIA – Non saranno certo come quelle egizie, ma sono ugualmente ricche di storia. Le piramidi le ha anche Catania e non da oggi.

Sembrano quasi nascondersi tra i vigneti e gli alberi da frutta, come a mimetizzarsi fra la natura e la roccia lavica, tipica del nostro territorio, roccia con cui, tra l’altro, sono state costruite. Eppure basta alzare lo sguardo per accorgersi della loro bellezza.


Un fascino, il loro, che sembra non tramontare mai; peccato però che pochi sanno della loro esistenza ed è triste pensare che ci sia così poca cultura storica di un’isola così bella e ricca che farebbe invidia a chiunque.

Spesso le abbiamo proprio in casa, già … nelle nostre stesse abitazioni. Queste piramidi infatti, si trovano talvolta all’interno di proprietà private e capita spesso, inoltre, che di alcune si usufruisca per costruirci sopra piccole case, quasi ad usarle come basi.

Edificate con pietra lavica, attraversano Catania passando per Piedimonte Etneo, Linguaglossa e poi ancora Randazzo, Bronte e Adrano. Sono circa 40, tutte piramidi coniche, hanno gli spigoli arrotondati a gradoni e alcune di queste hanno addirittura ben visibile la loro rampa d’accesso. A sovrastarle ci sono stupefacenti altari, a “proteggerle”, invece, recinti di muretti, a sorreggerle, infine, la maggior parte delle volte sono basi quadrate o rettangolari.

Se è vero che molti catanesi non ne conoscevano l’esistenza, chi mai è riuscito a scoprirle? Ebbene, non un conterraneo, ma un’egittologa francese, Antoine Gigal, che dopo un soggiorno a Catania, insieme con la sua équipe, ha deciso armata di cartina e poche, pochissime informazioni, di sapere di più. Così, scalando colline e attraversando uliveti, è riuscita a trovarle.

Nonostante le condizioni in cui oggi riversano le piramidi, si pensa risalgano al III millennio a.C., chissà un giorno se si potrà risalire con certezza al loro periodo di costruzione e soprattutto agli edificatori; intanto, però, il mistero che le avvolge resta comunque affascinante quanto la loro stessa scoperta.