Operazione “Switch Off” a Catania, sventato giro d’affari da 8 milioni di euro. Eurojust si complimenta con la Procura etnea

Operazione “Switch Off” a Catania, sventato giro d’affari da 8 milioni di euro. Eurojust si complimenta con la Procura etnea

CATANIA – Ancora una maxi operazione internazionale a Catania – denominata “Switch Off” – contro la pirateria audiovisiva e il cybercrime. Su disposizione della Procura Distrettuale della Repubblica, la Polizia di Stato ha eseguito perquisizioni e sequestri nei confronti di 31 indagati – tra singoli soggetti e aziende private – e di società operanti in Italia e all’estero, nell’ambito di un’indagine coordinata a livello europeo da Eurojust.

Otto-dieci milioni di euro al mese, oltre 100mila utenti solo in Italia e milioni nel resto del mondo. Sono i numeri dell’enorme giro d’affari illecito interrotto dall’operazione “Switch Off” condotta dalla Polizia di Stato su disposizione della Procura etnea.

Operazione “Switch Off” a Catania: perquisizioni in 11 città italiane e obiettivi all’estero

Le attività investigative hanno interessato 11 città italiane e 14 obiettivi all’estero. Le perquisizioni sono state eseguite con la collaborazione delle forze di polizia di Regno Unito, Spagna, Romania e Kosovo. Mentre le autorità di Canada, India, Corea del Sud ed Emirati Arabi hanno fornito supporto investigativo. Il coordinamento operativo è stato affidato al Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, con il coinvolgimento di Europol, Interpol e della rete operativa @ON (Operation Network). Finanziata dalla Commissione europea e guidata dalla Direzione investigativa antimafia.

L’indagine è stata avviata circa un anno fa, dopo degli elementi emersi dalla precedente operazione internazionale Taken down del novembre 2024. Gli investigatori hanno svolto una complessa attività di analisi forense sui dati acquisiti nel corso dei sequestri. Il tutto affiancato da monitoraggi della rete, analisi dei flussi informatici, acquisizioni da fonti aperte e sistemi di messaggistica. Oltre a tracciamenti di transazioni finanziarie, in particolare in criptovalute.

Smantellata una rete IPTV che serviva milioni di utenti

L’operazione ha portato allo smantellamento di una vasta infrastruttura informatica utilizzata per la distribuzione illegale di contenuti audiovisivi a milioni di utenti in Italia e nel resto del mondo. Attraverso sistemi IPTV illegali, l’organizzazione captava e rivendeva palinsesti televisivi in diretta e contenuti on demand protetti da diritti d’autore. Questi appartenenti alle principali piattaforme nazionali e internazionali, tra cui Sky, Dazn, Mediaset, Amazon Prime, Netflix, Paramount e Disney+. Secondo gli inquirenti, il gruppo criminale aveva un’elevata dotazione tecnologica e finanziaria che gli consentiva di operare su scala globale e di offrire un servizio illecito strutturato e altamente redditizio.

Riciclaggio e frodi fiscali. Canali oscurati per i clienti

Dalle indagini è emerso che gli indagati avrebbero adottato sofisticate strategie di anonimizzazione, tra cui investimenti in criptovalute, intestazioni fittizie di beni e la creazione di società di comodo. Il fine era ostacolare l’identificazione della provenienza illecita dei proventi.

Contestualmente sarebbero state commesse frodi fiscali attraverso lo sfruttamento delle transazioni intracomunitarie.

Le attività illecite sono state interrotte con il sequestro delle infrastrutture informatiche utilizzate dall’organizzazione. Quest’ultima strutturata in maniera verticistica con ruoli e mansioni ben definiti. Il volume d’affari illecito è stimato in milioni di euro al mese. Ingenti i danni economici per broadcaster, case cinematografiche e leghe sportive.

L’operazione “Switch Off” ha consentito di bloccare l’attività di circa mille rivenditori italiani e di oscurare oltre 100mila utenti in Itali. Oltre a milioni di utenti a livello mondiale.

Le piattaforme sequestrate e i riscontri all’estero

In Italia sono state sequestrate tre tra le più note piattaforme IPTV illegali — iptvItalia, migliorIptv e DarkTv — con l’apposizione dei pannelli di sequestro sui siti e sui canali Telegram utilizzati per la commercializzazione del servizio. In Romania è stata individuata una piattaforma IPTV di rilievo internazionale, proEuropaTV, che distribuiva contenuti attraverso sei server localizzati tra la Romania e uno Stato africano. Negli altri Paesi coinvolti è stato sequestrato materiale ritenuto utile per l’ulteriore sviluppo delle indagini.

Un’azione preventiva in vista delle Olimpiadi 2026

L’operazione assume particolare rilievo anche sotto il profilo preventivo, in vista dei XXV Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026, in programma dal 6 al 22 febbraio 2026. “Queste piattaforme sarebbero state certamente utilizzate anche in occasione delle Olimpiadi di Milano-Cortina. Si è trattato quindi di un’azione preventiva rispetto ai numerosi episodi di pirateria già registrati”. Lo ha dichiarato il procuratore distrettuale di Catania, Francesco Curcio, precisando che resta ferma la presunzione di innocenza degli indagati.

Per l’operazione, definita “senza precedenti” da Eurojust, le forze di polizia catanesi hanno ricevuto il proprio dall’Agenzia governativa per la cooperazione giudiziaria penale. “Eurojust rappresenta il luogo di coordinamento tra le diverse autorità giudiziarie, europee ed extraeuropee. È grazie a questo strumento che siamo riusciti a sincronizzare perquisizioni e sequestri, superando differenze normative e fusi orari“, ha concluso il procuratore Curcio.