CATANIA – In relazione alla vicenda spiegatevi prima tra intercettazioni e rapporti, il G.I.P. del Tribunale di Catania ha ritenuto sussistere la gravità indiziaria in ordine alle seguenti ipotesi delittuose, che hanno portato all’arresto di nove soggetti a seguito dell’operazione Samael:
È stato altresì disposto il sequestro ex art. 321 c.p.p. della Tropical Agricola S.r.l..
Santapaola, Ercolano, Francesco Mangion e Giuseppe Cesarotti, negli anni ’90, con fondi propri, attraverso la società Mascali S.r.l., acquistarono un rilevante appezzamento di terreno sul quale realizzare immobili. Negli anni 2000, la società fu venduta a imprenditori che, ignari della riferibilità dell’assetto societario a Cosa Nostra, divennero oggetto di richieste estorsive, formulate da Cesarotti nell’intento di recuperare così le somme investite. Cesarotti, nell’avanzare le richieste, pretese l’intestazione di un appartamento e, sempre al fine di sollecitare ulteriormente gli imprenditori, ordinò l’incendio, avvenuto nell’agosto del 2017, dello stabilimento balneare mascalese denominato Jaanta Bi, gestito dalle parti offese. L’ammontare degli investimenti, e dunque della corrispondente pretesa vantata da Cesarotti, sulla scorta degli esiti delle attività intercettive e delle dichiarazioni rese dalle persone offese, è stato quantificato in 1.800.000.000 lire.
In relazione a ciò, il G.I.P. ha ritenuto sussistere la gravità indiziaria in ordine all’ipotesi delittuosa di cui agli artt. 629 c.p. (estorsione) e 416 bis.1 c.p. a carico di Giuseppe e Salvatore Cesarotti, Russo, Di Grazia e Armando Pulvirenti, perché con minaccia e violenza, consistita nel porre in essere aggressioni fisiche e nell’incendiare il lido Jaanta Bi, costringevano le persone offese a consegnare somme di denaro allo stesso Giuseppe Cesarotti per importi variabili.
Nello specifico, Giuseppe Cesarotti, dopo la cessione della società si presentava alle persone offese come loro creditore ottenendo il pagamento tra il 2007 ed il 2011 di circa 500.000 euro; otteneva nel corso del 2012, la consegna di 3mila euro; (accompagnato dal figlio Salvatore), richiedeva la cessione di una villetta; tra il 2012 ed il 2016, richiedeva la consegna ulteriore di denaro; accompagnato dal figlio Salvatore, nell’estate del 2016, richiedeva alle persone offese la consegna di ulteriori somme di denaro; Russo, su incarico di Giuseppe Cesarotti, tra l’estate del 2016 e l’estate del 2017, si recava presso la struttura balneare gestita dalle persone offese, esercitando ulteriori pressioni; Orazio Di Grazia, su incarico di Cesarotti, nell’estate 2017, si recava presso la struttura balneare rappresentando di agire in sostituzione di Russo e rinnovando l’invito a pagare; Giuseppe Cesarotti incaricava soggetti non ancora identificati di dare alle fiamme il lido gestito da Belardo nella notte tra il 24 e il 25 agosto 2017.
Invero, questa è la vicenda imprenditoriale di cui vi è traccia nella sentenza Orsa Maggiore in cui si dà atto che “i Cesarotti provvedevano a reinvestire i ‘proventi illeciti per conto della famiglia Santapaola’… sfruttando le loro conoscenze con il Sindaco di Mascali, Susinni, per conto del Santapaola dovevano acquistare dei terreni agricoli che presto sarebbero diventati edificabili”;
Santapaola, Ercolano, Francesco Mangion e Giuseppe Cesarotti, negli anni ’90, con fondi propri, attraverso la società Co.Invest. S.r.l., acquistarono beni immobili. Gli esiti delle attività tecniche consentono di dire che Cesarotti investì personalmente un milione di lire; ha avviato preliminari attività volte alla stima del valore dei beni (15.900 euro) onde poi alienarli.
In relazione a ciò, è stato disposto il sequestro ex art. 321 c.p.p. dei beni riconducibili a Cesarotti attraverso la Co.Invest. S.r.l., consistenti in terreni siti in Belpasso (20 ettari circa) e villette site in Marina di Gioiosa (RC).
Nel contempo, si è accertato che Giuseppe e Salvatore Cesarotti, benché formalmente estranei agli assetti della LT Logistica e Trasporti S.r.l. e della G.R. Transport Logistics S.r.l., hanno personalmente curato e fatto fronte, con metodo mafioso, alle vicissitudini aziendali, intervenendo tanto sui committenti quanto sugli altri operatori del settore dei trasporti, al fine di coartare l’iniziativa imprenditoriale di questi ultimi ed acquisire una posizione di sostanziale monopolio sul mercato. In più, si è accertato che la G.R. Transport Logistics S.r.l., sin dalla data della sua costituzione ha sede legale all’interno di immobile fittiziamente intestato ad altri ma nei fatti riconducibile a Cesarotti. Su tale fronte, il G.I.P. del Tribunale di Catania, ha ritenuto sussistere la gravità indiziaria in ordine alle seguenti ipotesi delittuose:
Le attività d’indagine di cui sopra, inoltre, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico di Cesarotti, Mangion e Armando Pulvirenti in ordine al delitto di cui all’art. 416 bis c.p. (associazione di tipo mafioso), quali affiliati alla famiglia Santapaola-Ercolano e di contestare a Mangion anche l’ipotesi delittuosa di cui agli artt. 110 e 512 bis c.p. (trasferimento fraudolento di valori) poiché, quale reale proprietario, attribuiva fittiziamente a Vincenzo Pulvirenti, che la accettava, la titolarità dell’immobile sito in via Campania civ. 14 di Mascalucia.
Il risultato sopra descritto è stato raggiunto grazie ad attività di intercettazione ed a penetranti servizi di osservazione, controllo e pedinamento eseguiti a riscontro, che hanno così delineato un quadro indiziario forte, ulteriormente arricchito dalle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia e consolidatosi, non ultimo, grazie alla piena collaborazione offerta da alcune delle vittime.