Operazione Black Job, Codacons e Cgil tessono le lodi degli inquirenti

Operazione Black Job, Codacons e Cgil tessono le lodi degli inquirenti

CATANIA – L’operazione Black Job, condotta dalla Guardia di finanza di Catania contro la corruzione all’Ispettorato del Lavoro, che ha portato all’arresto dell’ex deputato regionale dell’Udc Marco Forzese, dell’ex consigliere comunale etneo Antonino Nicotra, del direttore dell’Ufficio Territoriale del Lavoro di Catania Domenico Amich e di Maria Rosa Trovato, responsabile dell’ufficio Legale dell’Ispettorato, ha scatenato le reazioni dei sindacati e delle associazioni dei consumatori.

Le indagini, che hanno preso spunto da quattro casi di favoreggiamento riguardo ai ruoli attuali e a quelli futuri, vedono tra gli imputati anche due imprenditori, il direttore sanitario dell’Asp di Catania Francesco Luca, un ingegnere e un ragioniere. Oltre a ciò, all’interno dell’operazione vengono contestati guadagno di voti alle elezioni e l’archiviazione di verbali.

Il Codacons rivolge anche un plauso ai magistrati di Catania e alle fiamme gialle e si costituisce, attraverso il suo legale, l’avvocato Giovanni Petrone, presidente regionale dell’associazione, parte offesa. “Ancora una volta – afferma l’associazione -, se dovesse trovare conferma l’impianto accusatorio delineato dalla Procura della Repubblica di Catania, saremmo di fronte a scenari raccapriccianti, che finiscono per mortificare l’intera collettività. Se anche l’Ufficio territoriale del lavoro di Catania dovesse risultare piegato a logiche criminali, che finiscono per inquinare il regolare andamento della Pubblica Amministrazione in danno degli utenti, la nostra Associazione non esiterà un istante ad esporsi personalmente ed a collocarsi al fianco degli inquirenti affinché venga ripristinata la legalità e vengano puniti e cacciati i responsabili”.

La Cgil, invece, concentra la sua attenzione sulla lotta contro il lavoro nero e sul fatto che proprio due giorni fa, in occasione della Festa dei Lavoratori, ha prestato attenzione al tema della sicurezza sul lavoro.

“Gli arresti e le indagini della guardia di finanza che hanno coinvolto a Catania l’Ispettorato del Lavoro – spiega il sindacato –, ex rappresentanti istituzionali e figure apicali dell’Asp, non solo ci colpiscono nella nostra veste di singoli cittadini, ma ci addolorano e ci indignano. Anni di battaglie della Cgil di Catania contro il lavoro nero e contro la piaga degli incidenti sul lavoro causati da mancati controlli o mancate applicazioni della legge, adesso hanno una chiave di lettura che passa dalla corruzione, dalla ‘messa a disposizione’ dei funzionari nei confronti delle imprese non in regola quasi alla pari di consulenti retribuiti e non di controparte, di annullamento della privacy dei lavoratori e dei loro diritti di base, di attacco anche alla tasche di tutti i contribuenti. Nella nostra veste di rappresentanti dei lavoratori, ci affidiamo alla magistratura e ringraziamo ancora una volta gli inquirenti per il lavoro svolto a tutela della legalità. A Catania è necessario un cambio di passo etico, prima ancora che civico. La Cgil, che quest’anno ha persino dedicato la Festa del Primo Maggio al tema imponente è urgente della sicurezza sul lavoro, continuerà a fare la sua parte a fianco dei lavoratori, a testa alta. La lotta continua, e si fa ogni giorno”.