Misterbianco, vigili pestati per aver contestato una sosta vietata

Misterbianco, vigili pestati per aver contestato una sosta vietata

MISTERBIANCO – Calci e pugni ai vigili urbani per non aver accettato una multa per sosta vietata: è l’ennesima violenza “andata in scena” lungo le strade siciliane, questa volta a Misterbianco (Catania).

L’aggressione a due vigili di Misterbianco per una multa

Protagonisti dell’assalto cinque malviventi: stando a quanto si apprende dal sindacato Opl, la scorsa domenica due agenti della Polizia locale di Misterbianco – un uomo e una donna – sarebbero stati accerchiati, e in seguito scaraventati a terra, dagli aggressori.

All’arrivo di due pattuglie – giunte in moto – e del comandante del Corpo, alcuni malviventi sarebbero fuggiti a gambe levate. Amaro epilogo per uno di loro, fermato e accompagnato negli uffici del comando della polizia locale. I vigili hanno riportato ferite ritenute guaribili in dieci giorni.

Il sindaco di Misterbianco: “Siamo al fianco dei vigili “

L’episodio ha infiammato gli animi dei cittadini, in particolare del primo cittadino di Misterbianco, Marco Corsaro, che ha espresso “a nome dell’amministrazione comunale e di tutta la città piena vicinanza e sostegno ai nostri operatori”.

Siamo al fianco della nostra polizia municipale, su cui in questi anni abbiamo investito potenziando risorse umane e mezzi, e stiamo continuando a investire nell’interesse della città”.

“Dobbiamo fermarci a riflettere”: le parole del presidente del Consiglio comunale di Catania, Anastasi

Parole di rabbia arrivano anche dal presidente del Consiglio comunale di Catania, Sebastiano Anastasi, esprimendo piena solidarietà agli agenti coinvolti, alle loro famiglie e all’intero corpo della Polizia Locale di Misterbianco, oltre che al sindaco di Misterbianco e a tutto il consiglio comunale. “Aggredire un agente significa colpire l’istituzione che rappresenta e minare il principio stesso di legalità che regge la convivenza civile”.

“Dobbiamo però cogliere questa occasione per fermarci a riflettere. Nelle nostre città, troppo spesso, il vigile urbano non viene riconosciuto fino in fondo come un operatore di Polizia. E questo è un problema culturale, prima ancora che normativo”.

Un teatro che va in scena fin troppo spesso: servono norme mirate

Il presidente del Consiglio comunale di Catania sottolinea come le aggressioni ai danni della Polizia Locale risultino più frequenti rispetto ad altri corpi dello Stato. “Non ho memoria, nel nostro territorio, di episodi analoghi ai danni di polizia o carabinieri. Questo deve farci pensare. Probabilmente i nostri operatori di polizia municipale vengono percepiti come più vulnerabili, ed è su questo che occorre intervenire”.

Da qui la richiesta di una riflessione concreta: “Servono norme ad hoc, servono strumenti adeguati per garantire maggiore sicurezza agli agenti. Penso, ad esempio, alla possibilità di dotare anche la Polizia Locale di strumenti di autotutela come il Taser, a partire proprio da Catania”.

“Ogni giorno gli operatori della Municipale lavorano tra mille difficoltà, in prima linea per far rispettare regole essenziali. Non possiamo permettere che una semplice contestazione per divieto di sosta si trasformi in un’aggressione. La legalità non è negoziabile. E chi la difende deve essere messo nelle condizioni di farlo in sicurezza”, conclude Anastasi.

Coppolino: “Bisogna difendere chi difende la legalità”

Sul caso si è espresso anche l’assessore alla polizia municipale del Comune di Catania, Carmelo Coppolino, che ha sottolineato come “non sia più accettabile che chi indossa una divisa venga aggredito per aver semplicemente applicato la legge. Il rispetto delle regole non può trasformarsi in un pretesto per la violenza”.

Da qui la necessità di un rafforzamento concreto. “Occorre lavorare su più livelli: formazione, aggiornamento professionale, strumenti adeguati e un quadro normativo che garantisca maggiore tutela. Dobbiamo mettere i nostri agenti nelle condizioni di operare in sicurezza, anche attraverso dotazioni idonee all’autoprotezione, nel rispetto delle norme vigenti”.

“Chi attacca un vigile urbano attacca l’istituzione che rappresenta. Non possiamo permettere che passi l’idea che la violenza sia una risposta possibile alle sanzioni o ai controlli. La legalità si difende ogni giorno, e chi la difende non deve essere lasciato solo”, conclude.