CATANIA – Un passo avanti verso la modernizzazione dell’università italiana potrebbe arrivare proprio da Catania. Alessandro Spataro, membro della RUS – Rete delle Università Italiane per lo Sviluppo Sostenibile, ha infatti presentato all’Università etnea un progetto per l’adozione di ChatGPT Edu, la piattaforma di intelligenza artificiale progettata specificamente per il mondo educativo e universitario.
“L’obiettivo è offrire agli studenti strumenti innovativi per apprendere in modo più efficace, inclusivo e personalizzato, e ai docenti un supporto concreto nella preparazione delle lezioni e nella gestione delle attività accademiche”, ha dichiarato Spataro ai nostri microfoni.
Cos’è ChatGPT Edu
ChatGPT Edu è la versione di ChatGPT progettata per l’ambito educativo e universitario. Offre strumenti di intelligenza artificiale sicuri e conformi alla privacy, capaci di supportare:
- studenti, attraverso l’apprendimento personalizzato e l’accesso a spiegazioni complesse rese più semplici;
- docenti, nella creazione di materiali didattici, nella preparazione delle lezioni e nella gestione di pratiche amministrative.
L’iniziativa è già stata adottata dall’Università di Pisa lo scorso anno, prima in Italia a sperimentare ufficialmente l’integrazione dell’IA a sostegno della didattica.
Un’opportunità per studenti e docenti
Secondo Spataro, l’integrazione di questa tecnologia rappresenterebbe un passo strategico verso la modernizzazione dell’università, rendendo l’Ateneo di Catania competitivo a livello nazionale ed europeo e in linea con le nuove sfide educative.
“Significa ridurre il divario digitale, velocizzare processi interni e aprire la strada a progetti di ricerca avanzata sull’uso etico dell’IA”, ha spiegato.
ChatGPT Edu non sostituirebbe la didattica tradizionale, ma la potenzierebbe, offrendo agli studenti strumenti utili a sviluppare pensiero critico, autonomia e competenze digitali, oggi indispensabili nel mondo del lavoro.
Un investimento culturale e strategico
Per Spataro, l’adozione di ChatGPT Edu costituirebbe un investimento culturale e strategico per l’intero territorio, capace di rafforzare il ruolo dell’università come motore di innovazione e di inclusione digitale.
“Può aprire nuove prospettive per la ricerca e la competitività del nostro sistema universitario”, conclude.