CATANIA – “Voglio rompere il silenzio. Non è più accettabile tutto ciò”. Con queste parole Riccardo Pellegrino, vicepresidente vicario del Consiglio comunale di Catania, interviene sulla gravissima vicenda del bambino maltrattato dal compagno della madre, avvenuta in via Di Giacomo, a San Cristoforo, e resa pubblica da un video diffuso sui social network.
Secondo Pellegrino, l’episodio non rappresenta un fatto isolato ma l’ennesimo segnale di un disagio profondo che attraversa alcuni quartieri della città. “Sono tante le famiglie che vivono situazioni drammatiche e soffrono in silenzio – sottolinea –. Il mio intervento non ha alcuna volontà di strumentalizzare un fatto così doloroso: è un grido di dolore e una richiesta di attenzione verso una ferita profonda che colpisce le nostre periferie”.
Il vicepresidente vicario rivolge quindi un appello alle istituzioni, chiedendo un’azione coordinata e costante. In particolare chiama in causa la Magistratura, i servizi sociali, il Prefetto, il Questore e il Presidente del Tribunale per i Minorenni, affinché vengano attivati controlli seri e continui a tutela dei minori.
Nel suo intervento Pellegrino richiama anche il tema delle dipendenze e del disagio sociale: “Il crack e le dipendenze stanno distruggendo intere famiglie. Misure come l’assegno di inclusione, se prive di controlli e regole, rischiano di alimentare dipendenze, gioco d’azzardo e l’acquisto di droghe. Invece dei sussidi servono lavoro, dignità e una presenza reale dello Stato”.
Infine, un appello diretto al mondo della scuola: “Gli istituti comprensivi devono segnalare e denunciare. Occorre fare rete”.
La conclusione è netta: “Servono controlli a tappeto, attenzione concreta alle periferie e interventi strutturali. Ora basta. Non è più tollerabile”.



