CATANIA – Sono ovunque. Sono sempre più insistenti e non c’è semaforo (salvo qualche rara eccezione) che non venga presidiato.
Parliamo dei “lavavetri”.
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Il traffico è in “tilt”, siete in ritardo, avete mille pensieri che vi ronzano in testa e non avete idea di come farete ad arrivare puntuali a quell’appuntamento.
Lo stress vi assale mentre cercate di non “bruciare” la frizione facendo continuamente “prima e seconda” con il suono dei clacson che vi entra direttamente nelle orecchie senza chiedere permesso.
A confortarvi, soltanto la luce verde del semaforo che vi attende qualche decina di metri più avanti. Potete farcela.
A venti metri dall’incrocio il verde si trasforma in giallo e l’ansia comincia nuovamente a riprendere terreno.
Rosso.
Ok prendetelo come un momento per rilassarvi un po’.
“Rilassarmi? Come faccio a rilassarmi se vengo letteralmente assediato da 5/6 lavavetri che con estrema insistenza mi si fiondano addosso per un servizio non richiesto e spesso neanche gradito?”
“Va bene dai, che sarà mai una ‘lavatina’ al parabrezza?”
Verde.
Siete ancora sottoposti all’accurato lavaggio a mano del servizievole amichetto.
Giallo. Ha quasi finito.
Rosso. Finito.
Vi conviene avvisare che non arriverete in tempo.
Una domanda, però, vi sorge spontanea: come è possibile che una situazione del genere, nota e “stranota” a tutti i catanesi, non abbia mai trovato l’attenzione che merita? Perché si fa finta di non vedere il problema?
Ma poi pensate: “Siamo a Catania, la solita città fuori controllo”.