CATANIA – Non c’è pace nel mondo scolastico catanese. Dopo le proteste perpetrate in alcuni istituti, anche al liceo classico Nicola Spedalieri i ragazzi hanno deciso di dar sfogo alle loro rimostranze non entrando e non seguendo le lezioni.
Alla base ci sarebbero alcuni problemi dell’edificio scolastico, ma, in realtà, nulla che possa proibire il regolare svolgimento delle ore didattiche: “La scuola – ha spiegato la dirigente scolastica, Daniela Di Piazza – non ha alcun tipo di criticità strutturale. Necessita solo di manutenzione dal punto di vista ambientale in alcuni locali. Cosa che si è svolta e si sta svolgendo regolarmente”.
In alcune aree, specie quelle più umide, infatti, è necessario un intervento per rimuovere la muffa. In altre, invece, effettuare normali controlli e interventi. Gli studenti, invece, sarebbero convinti del contrario: “Ho spiegato più volte – prosegue la Di Piazza – come stanno le cose all’interno del liceo. La nostra struttura non si presenta né meglio né peggio di altri edifici. Con gli studenti abbiamo avuto sempre un dialogo aperto, collaborativo, comunicativo e soprattutto costruttivo. Ma, da giorni, sembrano non voler dar credito alle spiegazioni dettagliate che sono state date loro”.
Diverse, infatti, le assemblee in presenza dei rappresentanti, ma anche di molti altri studenti, a cui ha presenziato la preside e nel corso delle quali sono stati analizzati tutti i problemi. Nonostante questo, però, martedì scorso i ragazzi hanno deciso di occupare la scuola. Un’azione interrotta per l’intervento della Digos, richiesto dalla Di Piazza, specie per la presenza di minori e su cui la dirigente ha delle ovvie responsabilità.
“Il giorno dopo hanno deciso di manifestare non entrando a scuola. Nel pomeriggio siamo stati in prefettura, in presenza di due studentesse, non facenti parte dei rappresentanti di istituto, dove sono state spiegate le stesse cose dalla città metropolitana. Nulla di diverso è stato dichiarato anche da me rispetto a ciò che è stato argomentato nella seduta prefettizia”, incalza la dirigente scolastica.
Nonostante l’incontro, la protesta è proseguita anche nei giorni successivi. A dare ulteriori spiegazioni tecniche sono stati l’RSPP, l’ingegnere Pellegrino, e l’ASPP, la professoressa Trovato. “Rimangono lo stesso insoddisfatti e tacciano di falsità quello che gli viene dichiarato. Gli operai sono al lavoro da tempo e, anche questa mattina, sono venuti per proseguire gli interventi di manutenzione. Non ci si può certamente aspettare che le cose vengano risolte dall’oggi al domani. Specie perché, come noi, anche altri necessitano di interventi mirati, in alcuni casi anche più importanti dei nostri. I loro animi non riescono a stemperarsi. Spero si torni ad un comportamento sereno, perché al momento non c’è alcuna giustificazione”.
La dirigente scolastica ha mostrato tutto il suo rammarico per quanto sta accadendo e, soprattutto, visto il grande impegno da lei profuso sin dal suo insediamento per migliorare le condizioni ambientali della scuola. Oltre perché, tutto questo, va contro il dialogo aperto e collaborativo instaurato con gli studenti fin dal primo momento.



