Esplosione in via Garibaldi e macerie sotto la pioggia: “Due fratelli, avrei potuto essere al loro posto”

Esplosione in via Garibaldi e macerie sotto la pioggia: “Due fratelli, avrei potuto essere al loro posto”

CATANIA – “Conoscevo bene i due colleghi vittime dell’esplosione avvenuta, questa sera, in via Garibaldi 335: uno addirittura era un mio carissimo amico, l’altro un ragazzo ‘per bene’ che ho sempre stimato. Il mio turno iniziava alle 20, quindi, sì: avrei potuto essere io a cadere nell’esplosione. Come si dice? È il nostro mestiere”.

È con voce rotta che il coordinatore regionale USB vigilI del fuoco, Carmelo Barbagallo, si è espresso in merito alla tragedia che ha colpito due suoi colleghi, e un civile, insieme con loro famiglie e tutto il comparto operativo.


Mentre si cerca ancora la vittima dispersa ed è fortissima l’apprensione per i due vigili gravemente feriti e trasportati all’ospedale Garibaldi Vecchio, non smette di cadere la pioggia su Catania, questa sera. È uno scrosciare costante, come se le gocce d’acqua cercassero di lavare via tutto il dolore e la disperazione che, in pochi attimi, ha colpito i parenti delle 3 vittime coinvolte nella deflagrazione che, è avvenuta, poco dopo le 20, in via Garibaldi (angolo via Plebiscito), dall’interno verso all’esterno di una una bottega.

“La tristezza è incolmabile – racconta Barbagallo -. Non riesco a capacitarmi di come dei padri di famiglia e dei gran lavoratori possano finire così, in pochi attimi sul luogo di lavoro”.

Come già riportato sul nostro quotidiano, sono tre i corpi ritrovati, grazie ai cani dell’unità cinofile dei vigili del fuoco di Catania, carbonizzatidue vigili del fuoco e un civile

I due vigili deceduti sono Dario Ambiamonte e Giorgio Grammatico, mentre il civile è un 60enne che lavorava nella palazzina come venditore e riparatore di biciclette in via Sacchero 8 a Catania, nello stesso palazzo aveva casa e negozio.

Altri due vigili del fuoco sono stati trasportati all’ospedale Garibaldi Vecchio di Catania in condizioni gravissime.

“Ci hanno chiamati ad intervenire per una grave urgenza non appena è avvenuta l’esplosione – spiega Barbagallo -. Ho capito subito che si trattava di qualcosa di grave, ma non potevo immaginare si arrivasse fino a questo punto. Avrei potuto esserci io perché noi facciamo 4 turni a rotazioni di 12 ore. Oggi sul posto c’era la squadra A e B: avevano iniziato alle 8 del mattino e avrebbero dovuto terminare il loro lavoro alle 20″.

Al momento, dopo una prima ora di “black-out”, è stata ripristinata la regolare erogazione di energia elettrica, precedentemente bloccata per evitare ulteriori problemi. Tra non molto dovrebbe anche essere riaperto il tratto di strada vicino al luogo dell’esplosione, tra via Garibaldi e via Plebiscito.

Chi era lì vicino stenta a crederci. Il boato assordante è avvenuto in un attimo. Dopo solo rumori di sirene e urla disperate. 

Adesso resta solo il silenzio. La pioggia picchia ancora forte, ma il dolore non lo spegne.