Disperati e sotto sfratto in via Etnea, due uomini minacciano di gettarsi dal balcone: “Non ci muoveremo fino a quando non avremo risposta”

Disperati e sotto sfratto in via Etnea, due uomini minacciano di gettarsi dal balcone: “Non ci muoveremo fino a quando non avremo risposta”

CATANIA – Due uomini su un tetto minacciano di buttarsi giù dopo essere stati sfrattati, assieme alle loro rispettive famiglie, da un alloggio per responsabilità non loro. Da questa mattina infatti Alessio Ossino e Gianluca De Galdo sono sulla sommità di un palazzo di via Antonino di Sangiuliano a Catania per protestare contro lo sgombero, ordinato dalle istituzioni, dell’appartamento che avevano occupato in via Etnea 55.

Sul posto sono presenti i vigili del fuoco, che sono intervenuti con un’autoscala, e davanti al palazzo è stato messo un materasso di gomma per attutire la loro eventuale caduta. Ma i due al momento non ne vogliono sapere di scendere, almeno fin quando non avranno una risposta dal vicesindaco del Comune di Catania.


A confermare ciò sono le rispettive mogli, Emanuela Sacco e Agata Tudisco, anche loro in apprensione per il timore di rimanere senza un tetto. Sempre in segno di indignazione, su un balcone del palazzo è stato esposto anche uno striscione.

 

La situazione è molto grave e ce la spiega Salvatore Guerino dell’Associazione Siciliana Contribuenti Antiusura, della quale le famiglie di Ossino e De Galdo sono soci: “I ragazzi contestano lo sfratto coatto eseguito dalle istituzioni. Questo malgrado l’Assessorato alla Famiglia del Comune di Catania avesse già stanziato 40mila euro. Questi soldi sono finiti nelle mani di un gestore, che noi non conosciamo e che non ha pagato la proprietà del bed and breakfast che c’è lì dentro. Così la proprietà, non ricevendo il denaro, vuole buttare fuori chi ha occupato l’immobile. Ma a noi interessa dove queste famiglie andranno a dormire e adesso andremo al Comune a parlare con il vicesindaco affinché ottengano la risposta per un alloggio. Altrimenti non si muoveranno da lì sopra. Tra l’altro alla famiglia Ossino il Tribunale di Catania ha sottratto e venduto un immobile. Per questo motivo si trova in queste condizioni”.