Crisi Cmc e richiesta concordato preventivo, Potenza: “Martedì avremo incontro a Roma”

Crisi Cmc e richiesta concordato preventivo, Potenza: “Martedì avremo incontro a Roma”

CATANIA – Un momento di crisi con tanti cantieri disseminati tra l’Italia e l’estero. Queste parole possono bastare per descrivere la situazione che vive la Cmc di Ravenna, azienda italiana del settore delle costruzioni, la quarta per dimensioni. I lavori che attualmente questa società ha in appalto sono sulla metropolitana di Catania, per le tratte Nesima-Monte Po e Stesicoro-Palestro, e sulle Strade Statali 640 Caltanissetta-Agrigento e Palermo-Agrigento.

A partire dall’inizio di questo mese i cantieri per la realizzazione di queste opere hanno subíto un rallentamento a causa della situazione in cui versa l’azienda, che ha chiesto l’accesso al concordato preventivo con riserva per il proprio riequilibrio finanziario. Un campanello d’allarme in tal senso era stato rappresentato per questa impresa edile dalla sospensione dei pagamenti sui bond all’estero.

Tutto questo ha naturalmente messo in allarme i vertici delle sigle sindacali, che si preoccupano per il futuro dei lavoratori dell’azienda, che nei soli cantieri della metropolitana del capoluogo etneo sono circa 300. Il segretario generale della Fillea Cgil di Catania Giovanni Pistorio, intervenuto ai nostri microfoni, ci spiega in primis come nei grossi appalti i ritardi nei pagamenti siano maggiori.

“Avevo intuito mesi fa – afferma Pistorio – come i ritardi nei pagamenti di alcune pendenze potevano mettere a rischio gli equilibri della Cmc, che lavora per i grossi appalti con Anas e Ferrovie dello Stato. Questo contesto è in crisi e i rimandi nei compensi economici sono determinati in parte dal contenzioso, causato talvolta da errori di progettazione. Quando il lavoro è grande le variabili, come per esempio la friabilità del terreno o un banco di roccia molto duro, incidono di più, i contenziosi diventano più importanti e se non vengono definiti in tempo il rischio di entrare in crisi aumenta. L’azienda lavora moltissimo in Africa, luogo nel quale le turbolenze geopolitiche sono forti e in cui i ritardi aumentano, ma anche qui in Italia non c’è linearità nei progetti politici”.

Gli fa eco il segretario generale della Feneal Uil del capoluogo etneo Nino Potenza, che aggiunge che la richiesta del concordato è già stata fatta e martedì è previsto un incontro alla Lega Nazionale Cooperative e Mutue.

“Il problema nasce dalla forte crisi finanziaria – sottolinea Potenza – e dall’esposizione della società ai bond acquistati in Lussembrugo, assieme ad altre persone che dovrebbero garantire gli interessi periodici, cosa che non stanno potendo fare. C’è anche una sofferenza di incassi sui Sal (Stato Avanzamento Lavori) che non riguardano i cantieri catanesi. Per evitare di essere aggrediti dai creditori hanno presentato la richiesta di concordato di riserva al Tribunale di Ravenna, che lo ha accordato e ha dato all’azienda 60 giorni di tempo, addizionabili ad altrettanti e quindi in tutto 120, per produrre la documentazione riguardo ai debiti che hanno con fornitori e fornitori in opera. In tutto questo c’è un accordo per chiudere il passivo con un ribasso e questa procedura è seguita da tre commissari nominati dal Tribunale di Ravenna. Con i lavoratori diretti sono state chiuse le spettanze del mese di novembre, ma quel che preoccupa sono i due cantieri metro che abbiamo a Catania. Quello per la tratta Nesima-Monte Po ha visto uno stop a causa del fatto che i subappaltatori che stavano completando le opere civili non hanno incassato i Sal. L’ingegnere Fiore (direttore generale Ferrovia Circumetnea) ha mostrato interesse per il completamento delle opere e sta cercando di trovare un accordo per il pagamento dei Sal non pregressi. Martedì avremo un incontro alla Lega Nazionale Cooperative e Mutue a Roma e la società, oltre a difendersi dagli eventuali attacchi dei fornitori, considera strategici i cantieri di Catania. Sicuramente le organizzazioni sindacali chiederanno un intervento del Mise per chiedere l’apertura di una cassa integrazione straordinaria e mettere sotto tutela i lavoratori”.