Covid-19, i numeri non tornano: discrepanze fra il dato dell’ASP e le comunicazioni al sindaco

Covid-19, i numeri non tornano: discrepanze fra il dato dell’ASP e le comunicazioni al sindaco

ACI SANT’ANTONIO – In seguito alle dichiarazioni del Commissario del Team Covid dell’Azienda Sanitaria Provinciale, Liberti, che su ‘La Sicilia’ del 19 ottobre 2020 ha dichiarato che “le cose non stanno come le ha raccontate il Sindaco Caruso”, il primo cittadino di Aci Sant’Antonio, che ha sollevato la questione delle discrepanze fra i dati comunicati dall’ASP e quelli pervenuti a lui in qualità di Sindaco, risponde: “Mi sono trovato al centro di una polemica che mi amareggia. Io so per certo, avendo avuto contatti con cittadini che in modo responsabile hanno comunicato a me il loro stato di salute ufficiale, che i soggetti positivi al Covid-19 sul nostro territorio sono più degli 11 resi noti nei giorni scorsi, eppure nell’ultima comunicazione dell’ASP non si fa cenno a modifiche. Sapevo che erano in numero maggiore anche all’atto della precedente comunicazione, ma anche in quel caso non è seguita alcuna rettifica.


Il fatto che renda note le discrepanze non è certo votato alla ricerca di uno scontro: se lo faccio presente è piuttosto per trovare un punto di incontro, per affiancare chi deve fornire i numeri ufficiali. Leggere, come risposta a questo, un’accusa legata alla presunta mancata lettura dei dati ufficiali è assurdo: gran parte dei miei cittadini vede, sui social, come le mie comunicazioni avvengano tempestivamente, a volte in tarda serata e a volte, quando non possibile, al mattino (per una questione legata ad una più capillare diffusione in base all’orario), ma sempre e comunque dopo aver appreso il dato ufficiale.

Il fatto che non sia l’unico sindaco a lamentare questo (anche se, pare, l’unico sulla stampa, vista la risposta dell’ASP rivolta proprio a me) dovrebbe far riflettere. Chiedere certezze sui numeri è d’obbligo, perché questo permette di far scattare un preciso protocollo (legato, ad esempio, alle Ordinanze regionali sulla trattazione dei rifiuti di soggetti positivi) che va incontro alle esigenze non solo di chi si trova nella sfortunata condizione di avere contratto il Covid-19, ma dell’intera cittadinanza. È incredibile che non si valuti questo e si risponda con un attacco, che si cerchi lo scontro anziché mostrare interesse per ciò che viene sollevato e lavorare per arrivare a una soluzione condivisa.


C’è poi la questione della sanificazione delle scuole: non capisco come Liberti possa lasciarsi andare a dichiarazioni da scaricabarile affermando che la competenza sulle scuole è solo del primo cittadino, e mi chiedo come faccia a non sapere, ad esempio, che un sindaco non può certo decidere se tenere aperto o chiuso un istituto. Ci sono delle difficoltà oggettive, legate ad esempio ad una puntuale azione di tracciamento, e fare presenti le difficoltà non significa per forza voler additare questo o quello.

Sarebbe opportuno, a mio modo di vedere, pensare a forme di collaborazione che partano anche da segnalazioni, piuttosto che alzare muri di parole. Tutti noi, che siamo prima di tutto cittadini, abbiamo bisogno anzitutto di sinergie”.

Immagine di repertorio