CATANIA – “Noi siciliani non abbiamo bisogno delle spinte emotive di altre parti d’Italia, che comunque hanno sempre dimostrato solidarietà. Rimbocchiamoci le maniche come fanno altrove. Sappiamo che dobbiamo fare i conti con queste criticità”. Lo ha dichiarato il ministro della Protezione civile Nello Musumeci prima di un sopralluogo sul lungomare Ognina di Catania, insieme al capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano.
Richiesta di stato di emergenza
Il ministro ha spiegato le fasi burocratiche necessarie per la gestione dell’emergenza: “Aspettiamo che dalla Regione arrivi formalmente la richiesta di stato di emergenza per la Sicilia. I Comuni sono chiamati in queste ore a verificare i danni, a redigere una prima stima e a trasmettere gli atti alla Regione. Sulla scorta dei documenti ricevuti, la Regione formula la richiesta al Dipartimento nazionale e quindi al Ministro, che porta tutto al Consiglio dei Ministri. Tutto può avvenire nello spazio di tre o quattro giorni”.
Convivere con i rischi e garantire interventi rapidi
Musumeci ha sottolineato: “Bisogna convivere con i rischi. Noi siciliani siamo abituati al rischio sismico, vulcanico e idrogeologico. Siamo caduti bene, prendiamo respiro, rialziamoci e cerchiamo di capire cosa bisogna fare per ripristinare le condizioni essenziali”.
Il ministro ha infine rassicurato sull’aspetto finanziario: “Non ci sarà un problema di risorse, ma il vero nodo sarà la progettualità e la capacità di spesa, perché si opererà in deroga ad alcune importanti procedure ordinarie”.
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