CATANIA – Turismo. Croce e delizia della nostra terra.
Una nostra lettrice ci segnala una situazione davvero imbarazzante che vede, ancora una volta e nostro malgrado, un turismo prostrato alle logiche del lassismo e del disinteresse.
“Reclami, proteste, diffide, sollecitazioni, articoli sulla stampa disattesi da oltre 10 anni. Oltre 7 anni addietro, mio padre, Renzo Evola, si era reso protagonista di reclami solleciti e diverse richieste ad enti pubblici, provinciali e regionali per richiedere il ripristino della strada in oggetto (la SS. 288 ndr.) ed aveva scritto persino al presidente della Repubblica di allora, Giorgio Napolitano, ricevendo soltanto rassicurazioni che si sono andate a perdere nel nulla”.
“I reclami di mio padre erano anche rivolti all’imminente arrivo della Venere di Morgantina, scultura di grande interesse archeologico e turistico che ora risiede nel Museo Archeologico di Aidone. Era ed è infatti assurdo che i turisti non possano avere accesso ad una strada più semplice e veloce per raggiungere Aidone. Ancora oggi, lontano dai reclami di mio padre che intanto, nel 2011, è passato a miglior vita proprio quando la Venere di Morgantina atterrò in Sicilia dal Paul Getty Museum di Malibu, California, ancora oggi nulla è cambiato e la situazione perdura in uno stato indecente”.
“Per riepilogare la storia di questa tormentata strada, la SS. 288 si diparte dal bivio Iannarello (SS. 192 Catania-Enna), attraversa il bivio di Ramacca-Castel di Judica-Raddusa, passa dalla circonvallazione di Aidone e termina al Bivio Bellia in territorio di Piazza Armerina. Negli anni 60, a seguito della costruzione della Diga Ogliastro-Don Sturzo da parte della Cassa del Mezzogiorno-Consorzio di bonifica Caltagirone, detta SS. 288 subì una variazione di percorso definita Deviazione SS. 288 come percorso alternativo e realizzata contemporaneamente alla suddetta Diga. Ente gestore di tale nuova strada è il Consorzio di Bonifica di Caltagirone, quindi consortile. Per qualche decennio la manutenzione della strada lasciava molto a desiderare da parte del Consorzio, finché la Provincia regionale di Catania con delibera N° 1904 del 12 novembre 1998 la acquisì al proprio patrimonio stradale, approvando, nel contempo, un progetto di lavori straordinari da effettuare in detta strada per la somma di un miliardo delle vecchie lire”.
“La manutenzione della strada è stata curata dall’A.P. di Catania. A seguito delle pesanti piogge, della franosità del terreno e della mancanza di intervento da parte dell’A.P., la deviazione è diventata “intransitabile” a tutti gli effetti, per frane, smottamenti, sprofondamento del terreno, e per la totale occlusione dell’entrata della galleria. È un’imperdonabile vergogna per le istituzioni e non esiste la benché minima buona volontà politica di ripristinare un breve tratto di strada che potrebbe agevolare anche e soprattutto il turismo. Si va a pregiudicare, infatti, lo sviluppo socio-economico-turistico non solo di Aidone e della vicina Piazza Armerina con la Villa del Casale, ma anche di tutta la provincia di Enna per menefreghismo totale delle istituzioni preposte”.
“Faccio un nuovo appello, anche a nome del mio compianto papà, Renzo Evola, affinché la deviazione possa essere ripristinata e si possa pensare al turismo in Sicilia interessandosi davvero ai turisti e non soltanto alle vuote chiacchiere di circostanza”.
Elisa Evola






