Catania, su 69 ditte controllate 58 non sono in regola. Meli (Uil): “Siamo messi male”

Catania, su 69 ditte controllate 58 non sono in regola. Meli (Uil): “Siamo messi male”

CATANIA –Siamo davvero messi male, se 58 ditte su 69 controllate dai carabinieri a Catania e provincia non risultano in regola con le norme sul lavoro dignitoso, sicuro, legale. Nessuna sorpresa, comunque, sui risultati di queste verifiche che indicano come settori particolarmente a rischio quelli dell’edilizia, dell’agricoltura e dei centri socio-assistenziali. È solo la triste conferma delle nostre denunce”.

Lo afferma la segretaria generale della Uil di Catania, Enza Meli, commentando i dati diffusi dal Comando provinciale dell’Arma in merito all’attività svolta dal Nucleo Ispettorato del Lavoro.


In foto Enza Meli

Siamo grati ai carabinieri del Nil per il loro impegno, ancora più prezioso e decisamente non facile in considerazione delle carenze di personale negli Ispettorati regionali che abbiamo più volte contestato. In attesa che la Regione finalmente colmi le voragini di organico in questi uffici di prima emergenza-lavoro, confidando che vengano bonificate le vaste aree di impunità di cui godono imprenditori degni solo di essere chiamati prenditori, fa paura la gravità dei reati contestati dai militari del Nil. Si va dalle violazioni sulla sicurezza allo sfruttamento di extracomunitari, dall’estorsione alle lesioni colpose”.

La difesa dei diritti dei lavoratori – aggiunge Enza Meli – dovrebbe costituire per tutti una priorità, così come dovrebbe esserlo la tutela dei cittadini. Specialmente, i più deboli. Così non è, evidentemente, se tra i comparti segnati da maggiori zone d’ombra spicca quello dei servizi socio-assistenziali: meriterebbe ben altra attenzione dalle amministrazioni pubbliche, Regione e Comuni, che invece ignorano persino l’esistenza di molte strutture”.

La segretaria generale della Uil di Catania conclude: “Da tempo chiediamo tolleranza zero contro i prenditori e zero morti sul lavoro. Siamo impegnati accanto alle tantissime vittime delle nuove schiavitù. Siamo schierati al fianco di chi, come i carabinieri, combattono contro questi fenomeni. A lavoratrici e lavoratori, però, sollecitiamo un atto di coraggio: denuncino!”.