Catania shock, padre “orco” violenta le sue 4 figlie: latitante dopo la sentenza, trovato

Catania shock, padre “orco” violenta le sue 4 figlie: latitante dopo la sentenza, trovato

CATANIA – Nella tarda serata di ieri, in esito ad attività investigativa, personale della Squadra Mobile – Squadra Catturandi – ha bloccato di un uomo di 59 anni, destinatario dell’ordine di esecuzione per la carcerazione emesso il 18 settembre 2020 dalla Procura Generale della Repubblica di Catania, che doveva espiare la condanna definitiva di 7 anni perché responsabile del reato di maltrattamenti contro i familiari e violenza sessuale su minori.


Le violenze sono state denunciate nel 2010 da una delle sue quattro figlie che lo accusava di aver abusato di lei e delle altre sorelle anche quando queste erano minorenni. Stando al racconto della giovane donna, il padre non aveva mai smesso di molestarla sessualmente anche quando era già diventata una donna e stava cercando di crearsi una sua vita sentimentale. Pertanto, in preda alla disperazione, ha deciso di denunciarlo alle forze dell’ordine, raccontando nei particolari gli anni di angoscia vissuti da lei, dalle sue sorelle ed anche dalla madre.

L’uomo, riconosciuto colpevole per i sopra citati fatti, è stato condannato, in via definitiva, alla pena di 7 anni di reclusione e, una volta compresa la definitività della sentenza, ha deciso di sottrarsi alla cattura rendendosi latitante. Il suo progetto iniziale è durato però pochi mesi ed ha avuto termine nella tarda serata di martedì quando il personale della Squadra Catturandi, a seguito di indagini, lo ha rintracciato al piano interrato dell’edificio 1 del Policlinico di Catania, ubicato in via S. Sofia, luogo adottato come rifugio di persone senza fissa dimora.


Alla richiesta da parte degli operatori di esibire i documenti di identità, il 59enne ha riferito di chiamarsi con altro nome e ha esibito una carta di identità palesemente falsa riproducente la propria effigie e riportante i dati anagrafici di altra persona.

L’uomo, pertanto, è stato anche indagato in stato di libertà per possesso di documento di riconoscimento falsi e/o contraffatto e per aver fornito false generalità alla polizia giudiziaria.

Immagine di repertorio