Catania, minacce per il posteggio in piazza Borsellino, arrestati due parcheggiatori abusivi

Catania, minacce per il posteggio in piazza Borsellino, arrestati due parcheggiatori abusivi

CATANIA – Hanno rifiutato di cedere alle richieste di denaro e, dopo momenti di forte tensione, si sono rivolti alla Polizia di Stato, permettendo l’arresto di due parcheggiatori abusivi, entrambi catanesi, di 26 e 45 anni, accusati di estorsione.

L’episodio si è verificato nel piazzale AMTS di piazza Paolo Borsellino, dove due giovani di 21 e 25 anni, al termine di una serata trascorsa con amici, si stavano dirigendo verso la propria auto. Qui sono stati avvicinati dai due uomini che hanno chiesto con insistenza del denaro per la sosta. Il conducente ha spiegato di essere in regola, mostrando il ticket del parcometro.

Le minacce dei parcheggiatori abusivi in pieno centro a Catania

Il rifiuto ha fatto degenerare la situazione: i due parcheggiatori hanno iniziato a insultare e minacciare i ragazzi, arrivando a intimare la consegna dei soldi con frasi violente. La tensione è salita ulteriormente quando uno dei due ha lasciato intendere di essere armato, inducendo le vittime, spaventate, a consegnare 20 euro. Subito dopo i due uomini si sono allontanati.

Una volta al sicuro, i giovani hanno contattato le forze dell’ordine per segnalare l’accaduto ed evitare che altri automobilisti potessero subire lo stesso trattamento. In pochi minuti, gli agenti delle Volanti della Questura hanno raggiunto il luogo, raccolto la denuncia e avviato le ricerche.

Determinante anche la collaborazione di una guardia giurata in servizio nella zona, che ha fornito indicazioni utili per rintracciare i sospettati. I due parcheggiatori abusivi sono stati individuati e fermati poco distante. Durante gli accertamenti avrebbero ammesso di aver chiesto il denaro per acquistare sostanze stupefacenti, già consumate prima dell’intervento della polizia.

Riconosciuti dalle vittime, i due uomini sono stati arrestati con l’accusa di estorsione e, su disposizione del Pubblico Ministero, trasferiti in carcere in attesa dell’udienza di convalida davanti al Gip, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.