Catania e il pesce “illegale”, quasi 15 tonnellate di prodotti non commestibili ritirati: multa di 8mila euro per un trasgressore

Catania e il pesce “illegale”, quasi 15 tonnellate di prodotti non commestibili ritirati: multa di 8mila euro per un trasgressore

CATANIA – Si è conclusa l’operazione complessa della Guardia Costiera denominata “Tonno Bianco”, che ha avuto inizio il 19 ottobre.


Un’operazione della Direzione Marittima della Sicilia orientale finalizzata, in via prioritaria, alla tutela del consumatore finale attraverso la verifica, sia a mare che a terra, del rispetto delle vigenti normative comunitarie e nazionali in materia di cattura, sbarco e commercializzazione dei prodotti derivati dall’attività di pesca.
L’attività, che ha visto l’impiego di diversi uomini e donne del Corpo, ha portato al sequestro di oltre una tonnellata di prodotto ittico (tra cui pesce spada ed alalunga), che in alcuni casi è risultato conservato in maniera non idonea e posto in vendita con il termine minimo di conservazione scaduto.

Circa il 75% dell’intero quantitativo di pesce sequestrato è stato donato ad enti caritatevoli, a seguito di visita veterinaria da parte di personale medico della locale Asp, che ne ha attestato la commestibilità.


Particolare attenzione è stata prestata all’attività di pesca e commercializzazione del “Tonno Alalunga” per il quale ai fini di favorirne il ripopolamento, dal 1 ottobre al 30 novembre, ne è vietata la cattura (sequestrati circa 100 Kg).

Nel Comune di Aci Sant’Antonio, durante un controllo ad un rivenditore all’ingrosso, è stata accertata la presenza di circa 250 Kg di teste di gambero rosso e filetti di ombrina, destinati alla vendita oltre la data massima di conservazione. Oltre al sequestro ed alla successiva distruzione di tutto il prodotto ittico, al trasgressore sono state elevate sanzioni amministrative per un importo complessivo di 8mila euro.

Inoltre, dai controlli è emersa la presenza di circa 14 tonnellate di prodotto ittico vario (merluzzo e ricciola) con termine superato (entro il quale se ne consigliava preferibilmente il consumo) e pertanto, in aderenza alla vigente normativa, si è proceduto ad effettuare il sequestro cautelativo dell’intero quantitativo, in attesa dell’esito degli accertamenti organolettici svolti presso l’Istituto Zooprofilattico locale, dal quale si potrà determinare l’eventuale commestibilità del prodotto.

Durante l’attività di controllo pesca, presso il porticciolo di Ognina, veniva rilevata l’occupazione abusiva di suolo demaniale marittimo da parte di un commerciante che, esercitava la propria attività senza la prevista concessione demaniale rilasciata dall’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente. Lo stesso, è stato denunciato all’autorità giudiziaria, che ha convalidato il sequestro penale di un’area di circa 23 mq.