CATANIA – Quella che doveva essere una serata di festa, musica e condivisione si è trasformata, per molti cittadini e turisti, nell’ennesima dimostrazione di una città lasciata in balìa dell’illegalità. Durante la Notte “bianca” di ieri a Catania, il fenomeno dei parcheggiatori abusivi ha raggiunto livelli intollerabili, assumendo i contorni di una vera e propria estorsione (come previsto dall’articolo 629 del Codice Penale).
Catania di Notte, l’estorsione dei parcheggiatori abusivi
Per chi non ne fosse a conoscenza, il reato di estorsione si realizza quando, mediante minacce anche solo implicite, si costringe una persona a pagare una somma di denaro per evitare un danno, procurandosi così un ingiusto profitto a danno della vittima.
Nel caso dei parcheggiatori abusivi, la richiesta di denaro accompagnata dal timore di possibili ritorsioni all’auto o dall’invito intimidatorio ad “andare altrove” non rappresenta una libera scelta, ma una vera e propria costrizione.
L’amarezza: 5 euro per un posto auto
Come vi dicevamo, ieri, in diverse zone della città, soprattutto nelle aree più frequentate (come via Cardinale Dusmet), i parcheggiatori abusivi chiedevano senza mezzi termini 5 euro per posteggiare l’auto. Una “tariffa” imposta con arroganza, accompagnata da minacce esplicite: chi si rifiutava di pagare veniva invitato ad “andare a parcheggiare altrove”, con il chiaro sottinteso di possibili ritorsioni.
Da sottolineare il meccanismo di giustificazione utilizzato dai parcheggiatori abusivi. In più occasioni, infatti, gli stessi soggetti spiegavano agli automobilisti che nelle strisce blu gestite dall’AMTS la tariffa è di 2,80 euro l’ora, sostenendo quindi che pagando 5 euro a loro si “risparmiava”, potendo lasciare l’auto per tutta la serata.
Un ragionamento distorto e inaccettabile, che tenta di normalizzare l’illegalità e di trasformare un atto estorsivo in una presunta convenienza economica. In realtà, dietro quella che veniva presentata come un’alternativa più vantaggiosa, si celava una costrizione vera e propria, fondata sul timore di ritorsioni e sull’assenza di controlli, che ha finito per colpire indistintamente cittadini e turisti. Tanto che molti si sono visti costretti o ad andarsene e rinunciare alla serata, o a subire in silenzio. Il tutto, rovinando di fatto lo spirito dell’evento organizzato dal Comune etneo.
L’ennesima conferma di una Catania trasformata in una giungla, dove a comandare non sono le regole ma l’abusivismo.
L’impotenza delle Forze dell’Ordine
In più casi, esasperati, i cittadini hanno chiamato le forze dell’ordine. Ma all’arrivo delle pattuglie, i parcheggiatori abusivi si dileguavano rapidamente, confondendosi tra la folla e nascondendosi tra la gente, per poi tornare poco dopo a riprendere il controllo delle strade, come se nulla fosse. Un gioco al gatto e al topo che evidenzia una preoccupante carenza di controlli strutturati e continuativi.
La sensazione diffusa è quella di una città incapace di garantire legalità e sicurezza proprio durante un evento che richiama migliaia di persone. “Catania di Notte” avrebbe dovuto rappresentare una vetrina positiva per il capoluogo etneo, ma ancora una volta l’immagine restituita è quella di una città ostaggio di fenomeni noti, tollerati e mai realmente contrastati.
Catania merita di più. Merita eventi sicuri, controlli efficaci e una città libera da chi, nell’illegalità, continua a fare il bello e il cattivo tempo.





