Catania, chioschi e paninari in “rovina” col nuovo Dpcm? Cardello chiede una giunta comunale urgente

Catania, chioschi e paninari in “rovina” col nuovo Dpcm? Cardello chiede una giunta comunale urgente

CATANIA – “Gli orari di chiusura stabiliti dal nuovo Dpcm rappresentano il colpo di grazia per moltissime attività commerciali che già vivono un periodo di crisi difficilissimo”, queste le considerazioni del Capogruppo di “Italia Viva” del II municipio di Catania Andrea Cardello.


“Soprattutto per paninari e chioschi diventa quasi completamente inutile aprire la sera considerato che Catania è una città dalla diffusa vita notturna. In particolare nel territorio di Ognina-Picanello-Barriera-Canalicchio ci sono ampie zone, come il lungomare o la Stagione, che verranno commercialmente desertificate”, continua.

“Uno scenario che Catania oggi non si può permettere. Per queste ragioni – prosegue Cardello – chiedo immediatamente che l’amministrazione prenda opportuni provvedimenti per tutelare tantissimi imprenditori in un comparto commerciale che, con l’intero indotto, coinvolge migliaia di persone”.


Sulla stessa lunghezza d’onda anche il capogruppo di Italia Viva al Consiglio comunale di Catania Giuseppe Gelsomino che in una nota spiega come stamattina abbia depositato presso gli uffici competenti un interpello rivolto all’Assessore alle Attività produttive Ludovico Balsamo: “Visto il decreto del presidente del consiglio emanato il 18/10/2020, che vieta ai chioschi e paninari di poter esercitare la propria attività, poiché da regolamento comunale non è permesso per tali attività avere tavoli e sedie all’esterno, Gelsomino appunto chiede una deroga. Nello specifico chiede di convocare una giunta comunale urgente per dare la possibilità a tutti gli operatori del settore di poter continuare a lavorare. Il capogruppo insiste dicendo che tale delibera è essenziale e vitale per la vita economica di tali attività, infatti si augura che entro 48 ore la giunta comunale possa portare avanti tale proposta, cosicché gli operatori possano attrezzarsi con tavoli e sedie e non dover chiudere le proprie attività”.

Immagine di repertorio