CATANIA – Il sindaco Enrico Trantino affida ai social parole di dolore e indignazione dopo la diffusione del video girato a Catania in cui un bambino di dieci anni viene picchiato a lungo e brutalmente con un cucchiaio di legno, costretto a chiamare il suo aggressore “padrone” e a ripetere insulti e umiliazioni.
Nel filmato, condiviso presumibilmente da una familiare e diventato virale in poche ore, il minore — che definisce “papà” l’uomo — piange e tenta invano di sottrarsi alla violenza.
Il commento del sindaco Trantino
“Lo sgomento per quanto accaduto a Crans Montana. Interrogativi che si accalcano in un amaro sabato di inizio anno. Poi ricevi un video, ma non riesci a guardarlo per più di pochi secondi (sperando addirittura sia una messinscena). Ti chiedi perchè chiamiamo “bestie” le specie animali, sebbene tutelino i loro cuccioli.
Non giudico; non voglio sapere da cosa provenga tanta miseria morale, tanta disumanità, quante violenze o sconquassi di vita abbia subito che agisce percuotendo ripetutamente con un cucchiaio di legno un bambino di 10 anni, ordinandogli di chiamarlo “padrone”. Mentre qualcuno filmava la scena e la divulgava sui social. Il video diventava virale e diffuso con la dizione “inoltrato molte volte”.
I nostri servizi sociali sono intervenuti immediatamente contattando il Tribunale per i minorenni, che ha agito con la consueta tempestività; così come la Procura, che ha disposto il fermo dell’anagraficamente “uomo” per maltrattamenti.
Restano le lacrime e i singhiozzi di un bambino, violato come temiamo accada con altri. Che vorrei sappia che esiste una città che lo vorrebbe accudire e dirgli che non è così che gira il mondo, ma che è l’amore che regala sorrisi. E dargli la mano, per accompagnarlo verso un domani diverso, in cui chi ha 10 anni dovrebbe crescere con spensieratezza, gioia, calore, aiuto, e buoni maestri che gli insegnino che anche gli uomini fanno parte del regno animale; ma talvolta sono le vere “bestie””.
Rintracciato e fermato l’uomo
La Polizia di Stato ha rintracciato e fermato l’uomo, accompagnandolo negli uffici di polizia per un lungo interrogatorio. Al termine degli accertamenti è stata disposta per lui la misura cautelare in carcere con l’accusa di maltrattamenti in famiglia.
Gli investigatori stanno verificando se episodi simili si siano già verificati in passato, dal momento che il video risalirebbe a metà dicembre.
Il contesto familiare e la tutela dei minori
Durante l’aggressione, secondo quanto accertato, erano presenti anche le tre sorelline più piccole del bambino, costrette ad assistere alla scena. Attualmente i minori si trovano con la madre e la nonna, mentre è in corso una interlocuzione con la Procura per i minorenni per definire le misure di protezione più adeguate.
L’indagine è coordinata dal procuratore aggiunto Sebastiano Ardita e dal sostituto procuratore Alberto Santisi. Intanto i servizi sociali comunali hanno attivato le procedure di sostegno e monitoraggio.
La città sotto shock
Il filmato, accompagnato dalla dicitura “inoltrato molte volte”, ha suscitato sgomento e profonda commozione nella comunità catanese.
Le urla e i singhiozzi del bambino hanno colpito al cuore cittadini e istituzioni, riportando al centro il tema della violenza domestica sui minori e della tutela degli stessi.
Come ricorda il sindaco Trantino, esiste una comunità pronta ad accoglierlo, proteggerlo e accompagnarlo verso un domani diverso, fatto di affetto, calore e rispetto. Perché talvolta — come amaramente osserva — le vere “bestie” siamo proprio noi esseri umani.
Catania, bambino picchiato e costretto a chiamare l’aggressore “padrone”. Trantino: “Talvolta le vere bestie siamo noi”
CATANIA – Il sindaco Enrico Trantino affida ai social parole di dolore e indignazione dopo la diffusione del video girato a Catania in cui un bambino di dieci anni viene picchiato a lungo e brutalmente con un cucchiaio di legno, costretto a chiamare il suo aggressore “padrone” e a ripetere insulti e umiliazioni.
Nel filmato, condiviso presumibilmente da una familiare e diventato virale in poche ore, il minore — che definisce “papà” l’uomo — piange e tenta invano di sottrarsi alla violenza.
Il commento del sindaco Trantino
“Lo sgomento per quanto accaduto a Crans Montana. Interrogativi che si accalcano in un amaro sabato di inizio anno. Poi ricevi un video, ma non riesci a guardarlo per più di pochi secondi (sperando addirittura sia una messinscena). Ti chiedi perchè chiamiamo “bestie” le specie animali, sebbene tutelino i loro cuccioli.
Non giudico; non voglio sapere da cosa provenga tanta miseria morale, tanta disumanità, quante violenze o sconquassi di vita abbia subito che agisce percuotendo ripetutamente con un cucchiaio di legno un bambino di 10 anni, ordinandogli di chiamarlo “padrone”. Mentre qualcuno filmava la scena e la divulgava sui social. Il video diventava virale e diffuso con la dizione “inoltrato molte volte”.
I nostri servizi sociali sono intervenuti immediatamente contattando il Tribunale per i minorenni, che ha agito con la consueta tempestività; così come la Procura, che ha disposto il fermo dell’anagraficamente “uomo” per maltrattamenti.
Restano le lacrime e i singhiozzi di un bambino, violato come temiamo accada con altri. Che vorrei sappia che esiste una città che lo vorrebbe accudire e dirgli che non è così che gira il mondo, ma che è l’amore che regala sorrisi. E dargli la mano, per accompagnarlo verso un domani diverso, in cui chi ha 10 anni dovrebbe crescere con spensieratezza, gioia, calore, aiuto, e buoni maestri che gli insegnino che anche gli uomini fanno parte del regno animale; ma talvolta sono le vere “bestie””.
Rintracciato e fermato l’uomo
La Polizia di Stato ha rintracciato e fermato l’uomo, accompagnandolo negli uffici di polizia per un lungo interrogatorio. Al termine degli accertamenti è stata disposta per lui la misura cautelare in carcere con l’accusa di maltrattamenti in famiglia.
Gli investigatori stanno verificando se episodi simili si siano già verificati in passato, dal momento che il video risalirebbe a metà dicembre.
Il contesto familiare e la tutela dei minori
Durante l’aggressione, secondo quanto accertato, erano presenti anche le tre sorelline più piccole del bambino, costrette ad assistere alla scena. Attualmente i minori si trovano con la madre e la nonna, mentre è in corso una interlocuzione con la Procura per i minorenni per definire le misure di protezione più adeguate.
L’indagine è coordinata dal procuratore aggiunto Sebastiano Ardita e dal sostituto procuratore Alberto Santisi. Intanto i servizi sociali comunali hanno attivato le procedure di sostegno e monitoraggio.
La città sotto shock
Il filmato, accompagnato dalla dicitura “inoltrato molte volte”, ha suscitato sgomento e profonda commozione nella comunità catanese.
Le urla e i singhiozzi del bambino hanno colpito al cuore cittadini e istituzioni, riportando al centro il tema della violenza domestica sui minori e della tutela degli stessi.
Come ricorda il sindaco Trantino, esiste una comunità pronta ad accoglierlo, proteggerlo e accompagnarlo verso un domani diverso, fatto di affetto, calore e rispetto. Perché talvolta — come amaramente osserva — le vere “bestie” siamo proprio noi esseri umani.