Catania, attivista gay aggredito con un cacciavite: “A Catania siete troppi i fr*ci”

Catania, attivista gay aggredito con un cacciavite: “A Catania siete troppi i fr*ci”

CATANIA – Un sabato sera trascorso in compagnia di amic*, tra chiacchiere e risate. Poi, il rientro verso casa e l’aggressione di uno sconosciuto fondata su un’ingiustificabile giustificazione: “A Catania ‘siti’ troppi fr*ci“.

Questa è la storia di Fiore, che ha avuto la forza di denunciare alla Polizia e nei suoi canali social l’accaduto che lo vede protagonista. Fiore, che è il secondo nome, ha 22 anni, è uno studente di “Lingue e culture moderne” all’Università degli Studi di Catania ed è un attivista dichiaratamente aroace e gay.


Con oltre 6mila followers, il suo profilo Instagram insieme al suo post di denuncia hanno fatto ben presto il giro del web, ottenendo nel giro di poche ore oltre 900 like.

L’aggressione, avvenuta nella notte tra sabato e domenica scorsi, è stata infatti raccontata dettagliatamente sul profilo Instagram della vittima. “Stavo tornando a casa dopo un sabato sera trascorso con l* amic*. Mi trovavo a Catania, in via Umberto, a metà strada per arrivare a casa, quando a un certo punto passa un tizio losco con una Grande Punto di colore grigio metallizzato“.

Abbassa il finestrino, sporge la testa e comincia a squadrarmi dalla testa ai piedi. A un certo punto, con una brusca manovra si accosta in una viuzza di via Umberto, scende dalla macchina e mi viene dietro chiedendomi se sapessi dove fosse una presunta via che lui doveva raggiungere. Il problema è che questo tizio si stava avvicinando troppo e in maniera molto rapida con qualcosa in mano“.

Ho avuto il tempo di dire ‘non so dove sia la via, scusi’ che subito mi si è lanciato addosso tentando di pugnalarmi con un cacciavite affilato“. Fiore continua così il suo racconto social: “In seguito, mi ha strappato di dosso le cuffiette. Ho reagito colpendolo alla faccia con un violento pugno (o schiaffo, non ricordo bene) riuscendo a riprendermi le cuffiette. Dopo aver visto che ero in grado di difendermi ha indietreggiato e ha cominciato a rivolgermi degli insulti omofobi affermando pure che “ormai a Catania i fr*ci siamo troppi”. L’ho minacciato di chiamare la Polizia, lui mi ha risposto che stava solo scherzando ed è scappato via con l’auto, di cui ho la targa“.

Mi ha aggredito perché nel mio zaino ho attaccato portachiavi e spille Lgbtqia+ – prosegue Fiore – tramite i quali mi ha catalogato come persona non etero. Ero solo e ho pensato di morire. Un attimo dopo l’aggressione mi sono sentito mancare l’aria, non riuscivo a respirare bene e mi sono accasciato per terra. In seguito ho chiamato il mio coinquilino che mi ha fatto compagnia per il resto della strada, sono arrivato a casa, ho avvisato i miei, preoccupatissimi, ed infine ho denunciato. Serve una legge, ora“.

Ho riscontrato tantissima solidarietà, soprattutto da parte di altr* attivist* transfemminist* aroace, gay, lesbiche, bisessuali e trans*“.

Sono orgoglioso e fiero di Fiore – afferma Armando Caravini, presidente di Arcigay Cataniaperché ci ha messo la faccia, decidendo di denunciare. Deve essere un esempio per tutt* coloro che ricevono atti di violenza omofobica sia verbale sia fisica, ma che per paura non denunciano. Come Arcigay esprimiamo la massima disponibilità e siamo pront* a dare tutto il supporto psicologico e legale“.

Questa è l’ennesima dimostrazione di come in Italia occorra un’aggravante contro la bifobia, gayfobia, la lesbofobia, la afobia, la transfobia e la intersexfobia. Vicende come queste non possono essere trattate come una semplice aggressione o rapina o qualsiasi altra cosa non siano. Ribadiamo: serve una legge, ora. Denuncerò il caso all’Unar, l’Ufficio antidiscriminazione“, conclude Caravini.

Così il Gruppo Giovani di Arcigay Catania: “Avendo ricevuto notizia di una già denunciata aggressione fisica e verbale di chiara matrice omofobica, il Gruppo esprime piena solidarietà alla persona che ha subito la violenza. Fa parte del nostro gruppo. Siamo rimast* tuttз senza parole“.

Sentiamo ancora l’applauso delle Senatrici e dei Senatori in Parlamento che gioivano per la bocciatura di una legge che puntava alla prevenzione di tali crimini e che avrebbe punito questo reato in maniera più adeguata, quale frutto di odio. Questa notizia non fa altro che rinnovare la nostra richiesta di una legge che punisca i crimini d’odio. Nella nostra vicinanza a Fiore, il Gruppo tiene a sottolineare che come sempre ci siamo e ci saremo nell’offrire qualsiasi mezzo di supporto e salvaguardia alle persone della comunità LGBTQIA+ vittime di violenza. Se toccano un* toccano tutt*“.

Foto di repertorio