“Braccia” del clan Cappello lunghe fino in Calabria e Campania tra rifiuti e imprese commerciali: ecco Giuseppe Guglielmino

“Braccia” del clan Cappello lunghe fino in Calabria e Campania tra rifiuti e imprese commerciali: ecco Giuseppe Guglielmino

CATANIA – Rifiuti, ma non solo. Una concorrenza scorretta nell’economia catanese e finalizzata al riciclaggio di proventi illeciti e a favorire la malavita etnea. Per questo si è proceduto alla confisca di numerosi beni nei confronti di Giuseppe Guglielmino, vicino al clan Cappello.

Guglielmino, attualmente detenuto, ha creato il suo impero operando principalmente nel settore della raccolta e smaltimento dei rifiuti, aggiudicandosi diversi appalti in vari comuni siciliani e non solo. Le sue “braccia”, infatti, sono giunte fino alla Calabria e alla Campania, complice l’appoggio di alcune famiglie mafiose dei territori in questione.


Parte degli illeciti veniva investito anche per l’acquisto di beni, ma, specialmente, per la fondazione di imprese commerciali. Un utilizzo che, inevitabilmente ha intaccato e sporcato il resto dell’economia.

Indiscutibile, infatti, che gli investimenti di Guglielmino abbiano rappresentato una concorrenza poco corretta nei vari settori in questione, escludendo i competitors con il potere economico e con la diretta (o indiretta) intimidazione.

Tra i beni confiscati non solo aziende, ma anche beni mobili e immobili.