CATANIA – Nuovo allarme profughi, quello comunicato dal sindaco Enzo Bianco e dal Procuratore di Catania, soprattutto in merito alla questione dell’accoglienza. A intervenire sui problemi dei servizi di accoglienza e sbarco, è ora il Siap, il sindacato della polizia.
“In passato il Siap – dichiara il segretario Tommaso Vendemmia – era intervenuto in merito alle modalità di accoglienza e ancor prima sull’annuncio del probabile Hot spot a Mineo: la creazione di questo Hot spot strutturato in gazebo, in un molo del porto catanese, ha fatto crescere le operazioni anche in questa sede in maniera considerevole“.
“Catania si sta rilevando una meta privilegiata degli approdi e il Dipartimento pur avendo avuto degna nota di aumento degli approdi non ha inviato ulteriori risorse di personale e mezzi, anzi le movimentazioni hanno indebolito ancor di più l’organico, e con l’arrivo delle bella stagione, unita alla confusione europea e alle difficoltà per l’assegnazione o distribuzione, la situazione può solo peggiorare“.
Continua il segretario: “Oltre a distogliere dai compiti ordinari il personale, una componente negativa, resta il fatto che l’attuale organizzazione impone un intervento fino alla fine delle operazioni di accoglienza e pertanto, sia gli operatori sia i profughi, devono permanere in loco fino al termine dello sbarco. Poiché le navi trasportano tra i 500 e 1000 individui di cui molti minori, le operazioni diventano sempre più pesanti, gravose e lunghe e risolte all’aria aperta sul molo“.
Conclude poi Vendemmia: “Questo stato di cose deve trovare immediata soluzione e pertanto sicuri che questo porto non sarà escluso da operazioni di sbarco, chiediamo al Prefetto un impegno al fine di trovare una immediata soluzione, collocando in maniera strutturata le operazioni di accoglienza in una sede protetta che oltre ad essere utile per l’assistenza ai profughi, permetta di eseguire le operazioni dovute con una organizzazione migliore, soprattutto con maggiore sicurezza e al riparo dalle intemperie“.



