CATANIA – Il maltempo causato dai cicloni Harry e Ulrike ha messo in ginocchio l’agricoltura siciliana tra gennaio e febbraio scorsi, colpendo in particolare l’agrumicoltura e il settore florovivaistico.
A più di un mese dal disastro economico, Confagricoltura attende interventi concreti, in particolare la dichiarazione dello stato di calamità naturale per l’isola, avanzata nei giorni scorsi al Ministro dell’Agricoltura nazionale, Francesco Lollobrigida, dal presidente di Confagricoltura Catania.
Agricoltura siciliana messa “in ginocchio” dal maltempo
Come evidenzia il presidente Giosuè Arcoria: “Allo stato attuale, non sono sufficienti solo i ristori economici che dovrebbero arrivare agli agricoltori e agli operatori florovivaisti e che andranno a coprire parte delle spese sostenute per i danni subiti e per parte del mancato guadagno. In questo momento sono necessari interventi straordinari, con il blocco di mutui e riscossioni tributarie, oltre alla sospensione dei versamenti degli oneri previdenziali.”
Arcoria ha accolto l’ennesimo grido d’aiuto degli imprenditori agricoli della piana di Catania. Tra Ramacca, Paternò, Fiumefreddo e Giarre e tra le serre florovivaistiche di Mascali e Fiumefreddo, gli operatori raccontano le difficoltà del momento e la necessità di interventi rapidi.
Disastri nell’agrumicoltura
Per il settore agrumicolo la situazione è drammatica, come spiegano gli imprenditori Santi Distefano e Nino Grasso, rispettivamente di Paternò e Fiumefreddo. Gran parte del prodotto è già caduto a terra – in alcune zone fino al 70% – e quello rimasto sugli alberi presenta ammuffiture o danni alla scorza. Questo ha reso necessario anticipare la raccolta anche delle arance tardive, che normalmente avviene a fine marzo.

“Correre ai ripari è la parola d’ordine”, sottolineano gli imprenditori, già provati da due annate terribili, il 2023 e il 2024, caratterizzate da una totale assenza di piogge.
Florovivaismo devastato dal vento
Anche il settore florovivaistico ha subito danni ingenti: piante e infrastrutture distrutte, serre completamente devastate dal vento nei giorni di San Valentino. Per molti imprenditori potrebbe essere compromesso l’intero anno, poiché senza serre non è possibile coltivare le piante e rispettare le commesse già concluse. Giacomo Isgrò e Giuseppe Bonaccorso raccontano la loro impossibilità a ripartire, esausti e scoraggiati.

L’intervento della Regione
La Regione siciliana si è mossa subito, mettendo a disposizione una prima tranche di somme, in attesa di avere un quadro completo della situazione. Le domande degli imprenditori colpiti dai due cicloni stanno confluendo agli Enti competenti.
A seguire la vicenda da vicino l’assessore regionale all’Agricoltura e vicepresidente della Regione, Luca Sammartino, che pochi giorni fa ha incontrato al Palazzo dell’Esa, a Catania, gli operatori del settore florovivaistico per ascoltare le loro richieste e definire un programma rapido di interventi.



