CATANIA – Oggi a Catania si è svolta la cinquattotesima marcia nazionale della Pace, promossa dalla Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace della CEI, articolata in cinque tappe attraverso luoghi significativi della città.
Marcia nazionale della Pace a Catania
Grande soddisfazione arriva dall’Arcivescovo del capoluogo etneo, Luigi Renna, spiegando come l’intento della marcia sia “dare corpo al messaggio di quest’anno di Papa Leone, a favore di una pace disarmata e disarmante”.
“Dopo aver condiviso riflessioni in due mezze giornate sul significato del ‘potere dei segni’, e non dei ‘segni del potere’, ma di quelli che conferiscono forza alla pace, ci siamo messi in cammino attraverso luoghi significativi, ascoltando testimonianze che confermano come la pace sia ancora possibile”, ha proseguito.
Le cinque tappe della manifestazione
La marcia si è articolata in cinque tappe:
- la prima alla chiesa di San Biagio, con una testimonianza in videocollegamento da Gerusalemme del cardinale Pierbattista Pizzaballa;
- la seconda alla parrocchia del Crocifisso della Buona Morte, con interventi di Carla Barbanti e Francesco Grasso della Cooperariva Trame di Quartiere;
- la terza alle 18 in piazza Cutelli, dedicata a pace e dialogo interreligioso. Presente l’imam di Catania Abdelhafid Kheit e Michael Militello di Living Peace International – Movimento dei Focolari;
- la quarta, al porto, con una testimonianza dell’attivista e saggista Antonio Mazzeo;
- la quinta alle 20 in piazza San Francesco, sul tema ‘Per un’educazione disarmante: Danilo Dolci e Padre Puglisi’, con gli interventi di Anna Mastropasqua (Pax Christi) e dell’insegnante Sebastiano Pennisi.
Renna ha concluso: “Ciò che è centrale non è la parola riarmo, ma la parola pace, la parola riconciliazione. Ecco, con questa marcia si apre la strada a un nuovo anno di luce e speranza”.
Fonte foto Ansa Sicilia




