Dal focolaio alla riapertura. Di nuovo operativa Sala Parto del Policlinico di Catania: "Siamo contenti, ma mancano infermieri"

Dal focolaio alla riapertura. Di nuovo operativa Sala Parto del Policlinico di Catania: “Siamo contenti, ma mancano infermieri”

Dal focolaio alla riapertura. Di nuovo operativa Sala Parto del Policlinico di Catania: “Siamo contenti, ma mancano infermieri”

CATANIA – Dopo l’aumento di contagi da Coronavirus registrato tra gli operatori sanitari che ha interessato 12 unità di personale sanitario operativi nell’Ostetricia/Ginecologia/Pronto Ostetrico/Sala Parto del Policlinico di Catania – e la richiesta di chiusura della Fsi-Usae ottenuta il 6 ottobre scorso – è arrivata la decisione di riaprire la Sala Parto del Policlinico di Catania. Ad annunciarlo, Calogero Coniglio, segretario regionale e territoriale della Fsi-Usae Federazione sindacati indipendenti organizzazione costituente della Confederazione Unione sindacati autonomi europei, insieme ai componenti della segreteria, Salvatore Bellia e Maurizio Cirignotta.


Avevamo chiesto la sanificazione e la bonifica dell’intera area interessata, secondo quanto previsto dalla circolare n° 5443 del 22 febbraio 2020 del Ministero della Salute, e infine, di sottoporre il personale a obblighi di vigilanza e al tampone, nonché all’adozione di tutte le misure prescritte in caso di esposizione al contagio”, ha dichiarato Coniglio.

Attestata la negatività ai tamponi effettuati a carico dei dipendenti coinvolti, – prosegue – con grande soddisfazione, annunciamo che la Sala Parto del Policlinico riapre. Stamattina, la direzione generale ci ha comunicato che è stata disposta la riattivazione. La struttura, che serve un’area metropolitana come la città di Catania, è garanzia di sanità per un numero importante di utenti”.


La Fsi-Usae è orgogliosa del contributo che ha saputo dare e continua a dare in questa grave emergenza sanitaria. Ma il vero ringraziamento sentito va ai medici, agli infermieri e a tutto il personale che lavora in prima linea. Siamo lieti per la celere riattivazione, i cittadini non hanno avuto disagi, la continuità assistenziale è stata garantita nel reparto di Ostetricia e Ginecologia della stessa azienda”, l’elogio al personale sanitario da parte del segretario regionale della Fsi-Usae .

Il direttore ci ha comunicato che ha però urgentemente bisogno di infermieri, quelli in dotazione non bastano, pescare dalle graduatorie è diventato difficile. L’azienda ha invitato gli infermieri dipendenti della stessa azienda in possesso di competenze specifiche nell’assistenza in Terapia Intensiva Covid, a manifestare la disponibilità a essere impiegati in tali ambiti”, l’appello lanciato da Coniglio.

L’azienda sta per attivare altri 100 posti letto Covid e sta facendo uno sforzo straordinario per reperire infermieri. Il sistema regge, anche se gli afflussi nei Pronto Soccorso nelle strutture della città continuano a essere numerosi di pazienti che entrano con complicazioni polmonari. In azienda, nelle due rianimazioni Covid, in Malattie Infettive, in medicina d’urgenza, in totale sono ricoverati 80 pazienti contagiati, parecchi intubati. Visto l’aumento dei contagi sul territorio regional,e dal 16 ottobre saranno accorpate le due unità operative di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale San Marco, in quanto le direttive regionali hanno individuato il presidio San Marco quale struttura di riferimento Covid per l’area materno-infantile”, il punto della situazione di Calogero Coniglio.

La Fsi-Usae – conclude – è dalla parte dei lavoratori e dei cittadini, le rivendicazioni nascono da una scelta responsabile, e che si basa su un principio semplice: la tutela della loro salute. Continueremo a monitorare l’attività delle aziende sanitarie e ospedaliere, la loro organizzazione e il rispetto dei protocolli”.

Immagine di repertorio