CATANIA – Si aggirava con fare sospetto tra le vie del centro storico di Adrano, attirando l’attenzione degli agenti della Polizia di Stato, impegnati in un servizio di controllo del territorio.
Il suo comportamento non è passato inosservato: fermato e perquisito, un uomo di 33 anni, con precedenti penali, è stato trovato in possesso di una bustina di plastica contenente 1,3 grammi di marijuana, nascosta negli slip.
Sospettando che potesse detenere ulteriore sostanza stupefacente, i poliziotti del commissariato di Adrano hanno esteso la perquisizione alla sua abitazione.
L’intuizione si è rivelata fondata, all’interno dell’appartamento sono stati rinvenuti 23 grammi di marijuana suddivisi in 21 dosi pronte per lo spaccio, oltre a una seconda busta contenente 180 grammi di infiorescenze non ancora confezionate.
Oltre alla droga, gli agenti hanno sequestrato bilancini di precisione, materiale per il confezionamento e una somma di denaro in contanti, ritenuta provento dell’attività illecita.
Dagli accertamenti è emerso che l’appartamento fosse utilizzato anche da un 22enne adranita, anch’egli con precedenti penali.
Sebbene non fosse presente al momento della perquisizione, il giovane si è successivamente presentato alla Polizia, assumendosi la piena responsabilità della droga trovata in casa.
A seguito delle indagini, entrambi gli uomini sono stati arrestati con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, ferma restando la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva. Informato il Pubblico Ministero di turno, per i due è stata disposta la misura degli arresti domiciliari in attesa del giudizio direttissimo.
Il Giudice, dopo aver convalidato l’arresto, ha stabilito per il 22enne la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di Adrano, con l’obbligo di presentarsi 3 volte a settimana presso un ufficio di polizia. Il 33enne, invece, è stato rimesso in libertà.
Durante la perquisizione dell’abitazione, gli agenti hanno inoltre scoperto due tartarughe appartenenti a una specie protetta, detenute illegalmente dal 22enne e non denunciate alle autorità competenti.
Gli esemplari sono stati sequestrati e affidati al Corpo Forestale Regionale, che ne ha disposto il trasferimento presso un centro di recupero faunistico a Messina.
Per questo motivo, il giovane è stato denunciato in stato di libertà anche per detenzione illegale di esemplari appartenenti a specie protetta, in attesa di ulteriori sviluppi giudiziari. Anche in questo caso, vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
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