Palermo, contro la Cavese festival delle occasioni sprecate. Ma alla fine è vittoria

Palermo, contro la Cavese festival delle occasioni sprecate. Ma alla fine è vittoria

PALERMO – Riesce difficile tenere a mente la numerosa serie di occasioni sprecate dal Palermo nella gara di ieri contro la Cavese. Si deve cominciare con il rigore tirato fuori da Lucca al 39° minuto del primo tempo, per passare all’incredibile occasione da gol fallita da Valente a due passi dalla porta al 5° della ripresa, per continuare ancora con Lucca che un minuto dopo ha tirato addosso al portiere avversario una palla che sembrava destinata a gonfiare la rete.

E poi all’89°, quando Rauti, da distanza ravvicinata, ha tirato debolmente sempre sulle braccia di Russo. Il fatto che alla fine lo stesso Rauti abbia in pieno recupero violato la porta avversaria, regalando la vittoria al Palermo, ha riempito di gioia i tifosi rosanero sull’orlo di una crisi di nervi, ma non può far dimenticare la sofferenza patita dagli uomini di Boscaglia per tutto l’incontro.


Rischiando di essere annoverato tra i “nemici ra cuntintizza”, devo dire che, non me ne voglia un’amica tifosissima, competente di calcio, che stimo tantissimo, se il Palermo non avesse vinto ieri, si sarebbe dovuta accantonare ogni residua speranza di promozione pur attraverso i play-off. E questo non per i punti persi, ma perché se i rosanero non fossero riusciti ad aver ragione di una squadra come la Cavese, ultima in classifica, di una pochezza tecnica imbarazzante, animata solo da grinta e cuore, veramente avrebbero dimostrato di non poter competere per la promozione.

La quantità di occasioni fallite è la riprova di quanto scritto sopra: pur con una manovra lenta e prevedibile il Palermo è riuscito a confezionare tante palle gol. L’attenuante delle condizioni del campo di gioco, ridotto ad un enorme pantano dalle piogge, serve comunque a dar uno spessore alla vittoria e all’impegno profuso dai giocatori ieri in maglia nera che è stato massimo.

Boscaglia, convertito al 4-3-3, con Martin dall’inizio a centrocampo con Odjer e Luperini, e tridente formato da Kanoute, Lucca e Valente, ha nella ripresa rivoluzionato l’attacco inserendo Silipo, Saraniti e Rauti, rispettivamente al posto di Kanoute, Lucca e Valente, mentre Martin era rimasto negli spogliatoi per far spazio a Palazzi. La squadra, già più equilibrata rispetto al vecchio 4-2-3-1, con i cambi ha aumentato la pressione sulla Cavese, ma in ogni caso il vantaggio è arrivato solo dopo che l’espulsione di Matera, per doppia ammonizione all’87°, aveva lasciato gli uomini di Campilongo in dieci.

Il Palermo ha vinto ma qualcosa manca alla squadra rosanero per potersi inserire con merito nella lotta per un posto in Serie B.