Montante interrogato nega tutto: «Niente favori, solo rapporti istituzionali»

Montante interrogato nega tutto: «Niente favori, solo rapporti istituzionali»

CALTANISSETTA – È cominciata oggi una nuova settimana di interrogatori per i soggetti istituzionali coinvolti nelloperazione “Double face” che, lo scorso 14 maggio, ha portato agli arresti domiciliari l’ex presidente degli industriali siciliani Antonello Montante, oltre ad alcuni rappresentanti delle forze dell’ordine, accusati di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e altri reati, tra cui favoreggiamento e rivelazione di notizie riservate.

Per i magistrati nisseni, Montante ha intessuto rapporti con esponenti provinciali delle forze dell’ordine dopo la sua scalata ai vertici di Confindustria, con scambio di favori. Nelle carte dell’inchiesta ci sono anche segnalazioni per ottenere posti di lavoro, avanzamenti di carriera, trasferimenti di sede. Una fitta ragnatela di rapporti confermata da una intercettazione della guardia di finanza.

Montante, interrogato a Caltanissetta, ha detto di aver avuto con investigatori, vertici dei servizi, politici e imprenditori «soltanto rapporti istituzionali»legati «all’impegno antimafia e al percorso di legalità» avviato da Confindustria. Se «poi qualcuno ha fatto delle cose che io non so, la responsabilità è sua…». Nega, quindi, di avere creato una rete di spie per raccogliere informazioni a scopo personale, dicendo anche che la stanza dove sono stati trovati i famosi dossier era «sempre aperta».

Montante, inoltre, fornisce una sua spiegazione sul perché dell’inchiesta, dicendosi «convinto che chi ha innescato questo meccanismo» non siano soltanto «persone della mafia» contro le quali sostiene di lottare da una vita, ma «qualche lobby molto più forte». E cioè «un’ organizzazione di mafia e massoneria».