NISCEMI – Saranno nominati domani dal procuratore capo di Gela, Salvatore Vella, i consulenti tecnici incaricati di affiancare la Procura nell’inchiesta sulla frana di Niscemi. Si tratta di un passaggio decisivo per fare luce sulle cause del vasto movimento franoso che ha colpito il territorio e sulle eventuali responsabilità legate alla gestione del rischio.
Il team sarà composto da tre docenti dell’Università di Palermo, tutti afferenti al dipartimento di Scienze della Terra e del Mare:
- Chiara Cappadonia, professoressa di geologia applicata e tecnica;
- Maurizio Gasparo Morticelli, docente di geologia strutturale;
- Edoardo Rotigliano, professore di geomorfologia.
Frana di Niscemi: inchiesta per disastro colposo
La nomina dei consulenti rientra nell’indagine aperta, al momento a carico di ignoti, per le ipotesi di reato di disastro colposo e danneggiamento seguito da frana. L’obiettivo è ricostruire con rigore scientifico l’evoluzione del fenomeno. Ma anche verificare se vi siano state omissioni o condotte inadeguate da parte degli enti preposti al controllo del territorio.
Il primo compito degli esperti sarà quello di indicare quali documenti acquisire, individuando gli enti depositari degli atti utili all’inchiesta. E suggerire quali soggetti dovranno essere sentiti come persone informate sui fatti.
Capire se si poteva intervenire
Il procuratore Vella ha chiarito la finalità dell’approfondimento tecnico. “Dobbiamo capire se potevano essere adottate contromisure per fermare la frana, che ha una lunga storia, e non è stato fatto, oppure se è stato compiuto qualcosa – o omesso – che ne ha aggravato gli effetti”.
Un passaggio cruciale per accertare se la tragedia che ha colpito Niscemi fosse inevitabile o prevedibile. E se la macchina amministrativa abbia risposto in modo adeguato a un rischio noto da anni.
Attesa per i prossimi sviluppi
Con l’insediamento del pool di esperti si apre dunque una nuova fase dell’indagine, destinata a incidere in modo determinante sull’accertamento delle responsabilità e sulle future scelte di messa in sicurezza del territorio.
La comunità di Niscemi attende risposte chiare, mentre l’inchiesta punta a ricostruire, tassello dopo tassello, la storia di una frana che ha segnato profondamente il territorio.



