Frana di Niscemi, l’appello di una gioventù inghiottita dalla propria terra: “Non meritiamo di essere dimenticati”

Frana di Niscemi, l’appello di una gioventù inghiottita dalla propria terra: “Non meritiamo di essere dimenticati”

NISCEMI – Mentre la Sicilia sembra pronta a riprendersi dai recenti avvenimenti legati al ciclone Harry, e dai conseguenti danni collaterali e strutturali che hanno colpito il territorio dell’isola, restano ancora sospesi in un oblio di incertezze gli abitanti di Niscemi, che giorno dopo giorno vedono la terra in cui sono nati sgretolarsi sotto i propri piedi.

L’appello di una gioventù inghiottita dalla frana di Niscemi: “Mantenere le promesse fatte”

Ad esprimere le sue più sincere preoccupazioni, ai microfoni di NewSicilia, è proprio una studentessa di Niscemi, che ha confessato: “Non mi sento sicura, perché da un momento all’altro potrebbe succedere qualcosa di peggiore e non mi sento tutelata. Ora come ora, purtroppo, si pensa ad andare via dal proprio paese il prima possibile, se non si trova una soluzione presto”.

La paura risulta, oggi più che mai, fondata: in un contesto geografico come quello della Sicilia, già svantaggiato sul piano economico e territoriale, un’ulteriore emergenza di questo calibro non fa che affondare quel minimo di certezze che fino ad adesso abbiamo conservato. Il discorso, poi, si infittisce ancor di più quando dalle grandi città ci spostiamo nei piccoli comuni come Niscemi, ormai prossimi a un vero e proprio svuotamento.

L’invito alle autorità, già in moto da tempo per provvedere in tempi quanto più celeri possibili alle criticità emerse, rimane sempre lo stesso: “Muoversi in fretta e stanziare più fondi, perché si devono rendere conto che sono pochi, e mantenere le promesse fatte al nostro paese, come denaro e abitazioni”.

“Sicuramente ci si sta muovendo – ha aggiunto la studentessa – anche se lentamente, ma non meritiamo di essere dimenticati