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Parla l’avvocato di Roberto Russo: “E’ un uomo prostrato”

Parla l’avvocato di Roberto Russo: “E’ un uomo prostrato”

CATANIA – Ancora cerca le sue figlie, Marika e Laura, e non capisce che cosa ha combinato. Non ricorda di averle accoltellate, o per lo meno così dice, ma sa bene di aver provato a uccidersi. Roberto Russo, 47 anni, è ancora rinchiuso fra quelle quattro mura della sezione penitenziaria dell’ospedale Cannizzaro mentre fuori il legale, l’avvocato Mario Brancato, richiede al magistrato un incidente probatorio con perizia psichiatrica per il suo assistito. “E’ evidente che quanto è accaduto è frutto di un attimo di pura follia – spiega il difensore -. Non c’è una spiegazione logica per quello che ha fatto né delle motivazioni che possano giustificare un fatto di sangue così grave”.

Perché ha richiesto una perizia psichiatrica?



“Roberto Russo prima di accoltellare le figlie e tentare il suicidio era in uno stato di totale prostrazione e depressione a causa della mancanza di lavoro e per una crisi familiare. Questi però non sono fatti che possono spiegare un’aggressione del genere.”

E quindi?


“E’ evidente che bisogna capire cosa sia accaduto e la perizia psichiatrica servirà a chiarire se questo padre in quel momento era in grado di intendere e di volere e se oggi può andare in giudizio e affrontare un processo”.

Roberto Russo

Roberto Russo

Quella terribile notte, dopo aver mangiato un panino e delle patatine con le sue figlie, l’uomo si è coricato con loro nel lettone e dopo aver trascorso una notte inquieta alle cinque del mattino ha preso due coltellacci in cucina e ha provato a ucciderle. Laura, 12 anni, è morta.

Laura Russo

Laura Russo

Mentre Marika, di 14, è rimasta ferita gravemente e ha perso molto sangue.

Marika Russo

Marika Russo

Ieri però la ragazzina è uscita dal reparto di Rianimazione dell’ospedale Garibaldi ed è stata trasferita in una struttura di riabilitazione.

Adesso Roberto Russo come sta?

“Sono andato a trovarlo più volte e devo dire che è relativamente lucido – aggiunge Brancato – ma sostiene, e io non ho motivo di credere il contrario, che non ricorda assolutamente nulla di quei momenti. Gli episodi che ha stampati in mente si fermano a una mezz’ora prima dell’accoltellamento e sono molto confusi.

Quando uscirà?

“Per ora rimarrà in ospedale ma presto verrà trasferito in una struttura protetta perché probabilmente quando prenderà coscienza di quello che è accaduto potrebbe tentare di farsi del male e addirittura uccidersi”.

La figura di quest’uomo lei come la inquadra?

“Apparentemente un uomo timido e innocuo. Nessuno infatti poteva pensare che avrebbe tentato di uccidere le proprie figlie. A me ha dato la sensazione di un uomo prostrato. Ora il perché abbia compiuto questo gesto non posso saperlo ma la perizia farà luce anche su questo”

Quanto è pesante per un avvocato penalista affrontare un caso in cui il padre uccide la figlia?

“Io ho avuto anche casi in cui la madre ha ucciso i figli. Sicuramente viene coinvolta la coscienza  oltre che la professionalità e bisogna affrontarli con tanta umanità sapendo che c’è una famiglia distrutta di mezzo”.

E intanto c’è sempre un bigliettino indirizzato alla moglie che Roberto Russo ha scritto prima di impugnare i coltelli e quelle parole nero su bianco suonano come una vendetta: “Se non mi avessi lasciato tutto questo non sarebbe accaduto”.